I vescovi della commissione per la comunicazione sociale della Conferenza episcopale spagnola ringraziano i media e i loro professionisti “per il servizio che prestano al libero e democratico esercizio della vita pubblica” però avvertono che questo servizio “non può costruirsi rimanendo al margine di Dio e dei valori trascendenti”. Il richiamo è nel messaggio diffuso dalla Commissione episcopale spagnola alla vigilia della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (28 maggio). I vescovi chiedono ai giornalisti che “nel momento di riflettere sulla realtà tengano conto di queste dimensioni senza le quali non sarebbe completo e veritiero il trattamento informativo della stessa realtà”. Uno dei problemi della comunicazione odierna, si legge nel messaggio, è ad esempio “l’assenza nella coscienza dell’opinione pubblica dei problemi delle zone più povere e depresse del pianeta. Quando appare, per esempio, l’Africa? Quali di questi mezzi parlano con profondità delle cause che obbligano tante persone ad uscire dai loro Paesi e cercare migliori condizioni in Europa rischiando la vita?” Affinché ci sia una comunicazione credibile occorre quindi che i giornalisti, spesso sottoposti a pressioni abbiano “principi, prodezza e decisione” e tornino “a ragionare sui principi e sui fondamenti della professione, poiché una comunicazione senza trappole richiede di superare gli ostacoli ideologici, economici e politici che a volte ostacolano l’autentica informazione”.