“Malgrado le tendenze positive in alcuni settori, nel complesso i progressi fatti registrare dai sistemi europei di istruzione e formazione verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona sono insufficienti”. Parla chiaro la Relazione 2006 della Commissione Europea sui progressi nel settore dell’educazione nell’ambito della Strategia di Lisbona, disponibile da qualche giorno sul sito a target=’_blanck’ href=http://ec.europa.eu/education/policies/2010/objectives_en.html#measuringhttp://ec.europa.eu/education/policies/2010/objectives_en.html#measuring Il documento – che sottolinea comunque con soddisfazione sia l’aumento dei laureati in scienze matematiche e tecnologiche sia i buoni risultati complessivi dei Paesi dell’Est – pone all’attenzione degli addetti ai lavori alcuni campanelli d’allarme. Tra gli altri, l’ancora troppo elevata percentuale di abbandono scolastico (ancora 6 milioni solo tra i 18 ed i 24 anni nel 2005); l’obiettivo del 12,5% di adulti in formazione lungo tutto l’arco della vita entro il 2010 è oggi in difetto di almeno 4 milioni di persone; l’insegnamento delle lingue non è ancora diffuso come dovrebbe (meno di due lingue per studente in media); in Europa, l’investimento annuo per studente è meno della metà rispetto agli USA; il rischio di una futura carenza di insegnanti qualificati dovuta all’invecchiamento della popolazione è reale in quasi tutti gli Stati membri. Il documento – che sottolinea comunque con soddisfazione sia l’aumento dei laureati in scienze matematiche e tecnologiche sia i buoni risultati complessivi dei Paesi dell’Est – pone all’attenzione degli addetti ai lavori alcuni campanelli d’allarme. Tra gli altri, l’ancora troppo elevata percentuale di abbandono scolastico (ancora 6 milioni solo tra i 18 ed i 24 anni nel 2005); l’obiettivo del 12,5% di adulti in formazione lungo tutto l’arco della vita entro il 2010 è oggi in difetto di almeno 4 milioni di persone; l’insegnamento delle lingue non è ancora diffuso come dovrebbe (meno di due lingue per studente in media); in Europa, l’investimento annuo per studente è meno della metà rispetto agli USA; il rischio di una futura carenza di insegnanti qualificati dovuta all’invecchiamento della popolazione è reale in quasi tutti gli Stati membri.