In questi giorni, Papa Benedetto XVI è in Polonia: la prima visita pianificata dal Papa tedesco. L’evento viene seguito con attenzione dai media tedeschi. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung , Konrad Schuller scrive: “ Benedetto XVI arriva giovedì in Polonia, la patria del suo predecessore Giovanni Paolo II; per questo nel Paese domina un misto di stato di emergenza e routine. Ma la routine non può nascondere che Benedetto XVI, il tedesco Josef Ratzinger, in Polonia visita una Chiesa che non è in pace. Le tensioni tra un cattolicesimo tradizionale popolare, emotivo, talora intollerante e una Chiesa moderna intellettuale, orientata all’apertura, sono aumentate recentemente a causa della disputa sull’emittente euroscettica e antisemita Radio Maryja e dividono l’episcopato. In quest’atmosfera, Benedetto XVI ha scelto un itinerario che sottolinea il suo legame verso Giovanni Paolo II, che ha sempre esortato i polacchi ad aprirsi all’Europa e a portare avanti la riconciliazione tra Cristiani ed Ebrei. A parte Varsavia, visiterà la città natale di Wojtyla, Wadowice, Cracovia, la città della sua attività di cardinale, e Auschwitz. I polacchi sembrano aver colto il messaggio; secondo un sondaggio, il 55 per cento di essi è del parere che Josef Ratzinger sia il “nostro Papa”, come Karol Wojtyla prima di lui “. “ Benedetto XVI sui passi di Giovanni Paolo II“. E’ il titolo con il quale il quotidiano cattolico francese La Croix apre l’edizione di 24/05. “ Nella Polonia di oggi – scrive Bernard Jouanno , inviato speciale a Cracovia – è raro che tutti siano d’accordo. Ma la visita di Benedetto XVI è stata accolta all’unanimità. Il papa tedesco che i polacchi già chiamano “nostro” papa, come avevano chiamato affettuosamente Giovanni Paolo II, sarà il benvenuto”. L’autore dell’articolo passa a descrivere la situazione in cui si trova oggi la Chiesa polacca. “ Malgrado i segni evidenti di buona salute – scrive – la Chiesa attraversa un periodo delicato. Si trova per esempio a confrontarsi con rivelazioni (non si sa se siano vere o false) che accusano un certo numero di preti di essere stati agenti segreti durante il periodo comunista“. “ Per la prima volta in maniera così netta, l’episcopato lascia intravedere differenze di orientamenti pastorali“. Per non parlare poi del caso di Radio Maryja fondata dal religioso redentorista padre Tadeusz Rydzyk, “ al centro del dibattito nazionale ed ecclesiale” per la sua linea editoriale. “ Dopo la fine del comunismo – spiega ai lettori Jouanno – la società e la Chiesa polacche sono cambiate molto e velocemente. Un certo numero di persone non sono riuscite a seguirle ed oggi si sentono marginalizzate, lasciate da una parte da questa evoluzione troppo rapida. Costrette da condizioni di vita difficili, spesso nostalgici del passato, non si trovano al loro agio con la modernità. Lo Stato e la Chiesa li hanno ignorati mentre padre Rydzyk le ha sapute ascoltare dando loro la parola, valorizzandoli“. “ Benedetto XVI – si domanda a questo punto l’analista – si accontenterà di camminare sui passi di Giovanni Paolo II rendendo omaggio al suo predecessore? Sarebbe comunque sorprendente che sebbene impegnato in questo pellegrinaggio, Benedetto XVI non faccia sentire la sua voce personale“. I polacchi sapranno accoglierla? “ Su questa sfida – conclude Jouanno – si gioca la riuscita di questa visita”. Anche i quotidiani italiani seguono con interesse il viaggio di Benedetto XVI nella terra di papa Wojtyla. “ Il tema scelto per fare da filo conduttore alla visita – scrive in prima pagina su Europa, Aldo Maria Valli – dice ‘Rimanete forti nella fede’. Un sondaggio sostiene che solo quattro polacchi su cento si dichiarano apertamente atei, ma è anche vero che la presenza alla messa domenicale è in calo e che nel complesso sul paese tira un’aria sempre più secolarizzata“. “ Due Polonie – commenta l’autore dell’articolo – sempre più diverse e sempre più lontane devono convivere e la visita del papa rende il problema ancora più evidente“. Facendo il punto sulla situazione del Paese e della Chiesa, divisi e in difficoltà, Luigi Geninazzi , inviato del quotidiano cattolico Avvenire (25/05) scrive: “ La purificazione della memoria, tanto cara a Papa Wojtyla, non è un processo indolore e pone nuove, drammatiche sfide alla Polonia. Anche per questo ‘è grande per quanto dirà Benedetto XVI. E’ il suo primo viaggio internazionale, un evento mediatico per il quale si sono accreditati quattromila giornalista, il doppio di quelli presenti nel corso dell’ultimo viaggio di Papa Wojtyla a Cracovia“.