RUSSIA

Un’occasione unica

I cattolici e la presidenza al Consiglio d’Europa

Il semestre di presidenza russa al Consiglio d’Europa (CdE) è un’occasione per i cattolici russi di farsi finalmente sentire e comprendere a fondo dall’Europa. Quando, il 20 maggio scorso, il ministro degli Affari Esteri russo Sergey Lavrov è stato eletto presidente della Commissione dei ministri del Consiglio d’Europa, la Russia si è posta per la prima volta, nei 10 anni in cui ne ha fatto parte, alla guida della più antica organizzazione del Vecchio Continente. Quest’anno, la Russia è anche al timone di un’altra importante organizzazione internazionale, il Gruppo degli Otto. Lavrov ha promesso di guidare, in questi mesi, i 46 paesi verso un’Europa unita senza alcuna barriera. Per questo periodo, sono state organizzate circa 30 iniziative, tra cui discussioni sugli eterni problemi dei diritti e delle libertà, le tanto attese discussioni sulla semplificazione dei regimi dei visti, la soluzione dei problemi del traffico di droga e del terrorismo. “Il nostro Paese – ha detto Lavrov, – non abuserà dei propri diritti in qualità di presidente, ma lavoreremo in modo responsabile e ci adopereremo per portare il CdE alla soluzione di impegni concreti nel rispetto del mandato”.LA MINORANZA CATTOLICA. Per il 2006 sono previsti due eventi molto importanti per la vita religiosa della Russia: a luglio si terrà il summit internazionale dei leader religiosi. L’invito al Vaticano è già stato inviato, e speriamo che tra i delegati nominati dal Papa, siano presenti anche vescovi cattolici russi. A ottobre, poi, a San Pietroburgo, si svolgerà, per la prima volta in suolo russo, l’assemblea plenaria della Ccee. Che cosa significa questo per i credenti cattolici russi? In primo luogo, significa una maggiore attenzione alla nostra posizione e ai nostri problemi, non solo da parte delle chiese cattoliche, ma anche da parte dei governi dei Paesi europei. Generalmente la Russia è considerata un Paese ortodosso, ed è quindi naturale che l’attenzione della società europea sia tutta concentrata sulla chiesa ortodossa russa. Nell’anno della presidenza, speriamo che le questioni relative ai diritti dei cattolici russi al servizio spirituale e alle preziose pratiche spirituali siano risolte secondo le norme internazionali. Ci riferiamo in particolare all’eliminazione degli impedimenti per l’ottenimento dei visti a lungo termine per i sacerdoti stranieri, che costituiscono oltre l’80% del clero in Russia. Ci auguriamo che il governo del Paese che guida il Consiglio d’Europa presti più attenzione alle minoranze religiose.In secondo luogo, speriamo nel sostegno della Comunità europea alla nostra aspirazione ad essere accettati come membri paritari del Consiglio Interreligioso di Russia – l’organizzazione non include cattolici e protestanti ma solo ortodossi, musulmani, ebrei e buddisti – e della Camera pubblica del Presidente della Federazione Russa, a cui i cattolici non sono invitati, a differenza dei rappresentanti di altre confessioni. In terzo luogo, speriamo nel miglioramento del dialogo tra ortodossi e cattolici in Russia. Il semestre di presidenza russa al Consiglio d’Europa deve essere per la nostra società un periodo di preparazione all’esperienza produttiva delle relazioni tra ortodossi e cattolici, che è stata acquisita dagli altri Paesi europei, specialmente nel contesto della recente visita a Roma e dell’incontro con Benedetto XVI da parte del capo del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad.DIRITTI, DISCUSSIONE IMPEGNATIVA. Le questioni politiche non sono meno importanti per i credenti cattolici rispetto agli altri cittadini russi. Ricordiamo che tra i documenti di ratifica che Lavrov ha portato a Strasburgo c’era la Convenzione sulla Resistenza al Terrorismo. Il Parlamento russo è stato il primo a ratificare questo documento. E’ noto che formalmente la legge russa è conforme a tutte le norme legali degli altri Stati. Tuttavia, è necessario migliorare la prassi di attuazione legislativa e vorremmo sottoporre questo problema all’attenzione della Comunità europea. La Presidenza russa al CdE ci offre maggiori opportunità di influenzare la percezione positiva della Russia e nello stesso tempo crea maggiori motivi di critica della Russia da parte dei politici occidentali. Come previsto dagli esperti, la discussione sui diritti e sulla democrazia sarà molto impegnativa. Lavrov ha assicurato al Consiglio d’Europa che la Russia intende “garantire la corretta successione e il normale operato dell’organizzazione. La Russia non metterà in campo programmi rivoluzionari”, ha detto. “Il ruolo di un Paese come la Russia nella vita europea non può essere sottovalutato – ha detto all’agenzia Itar-Tass il segretario del Consiglio d’Europa, Terry Davis. – Questo Paese offre un importantissimo contributo al progresso del continente europeo”.