Sono già stimate a quota 75.000 le firme raccolte in Portogallo per chiedere un referendum sulla procreazione medicalmente assistita. Si tratta del numero necessario per obbligare l’Assemblea della Repubblica a discutere la proposta, informa l’agenzia cattolica portoghese Ecclesia, spiegando che “questo potrebbe essere il primo referendum di iniziativa popolare nella storia della nostra democrazia”. L’iniziativa fa riferimento a quattro progetti di legge in materia discussi e approvati dall’Assemblea della Repubblica nel novembre scorso, poi passati alla Commissione della salute. Il testo è in discussione, articolo per articolo, con relativa votazione. Poi seguirà la votazione nella plenaria dell’Assemblea e l’invio al Presidente della Repubblica. Isilda Pegado, presidente della Federazione delle associazioni per la difesa della vita e del Comitato pro-referendum, spiega che la raccolta di firme è stata “una grande vittoria della democrazia, perché il referendum è una conquista tardiva nel nostro Paese”. Agli elettori verrà chiesto di rispondere a quattro domande su questi temi: “E’ d’accordo con una legge che permette la creazione di embrioni umani in numero superiore a quello che deve essere trasferito alla madre immediatamente e una solo volta? E’ d’accordo con una legge che permette di generare un figlio senza che un padre e una madre biologica siano uniti da una relazione stabile? Concorda sul fatto che la legge ammetta il ricorso alla maternità sostitutiva permettendo la gestazione nell’utero di una madre il cui figlio non è biologicamente suo?” A questo proposito mons. Antonio Montes Moreira, vice-presidente della Conferenza episcopale portoghese e vescovo di Bragança-Miranda ha sottolineato che “il progetto di legge che sta per essere votato deve tener conto di due principi fondamentali: il fine non giustifica i mezzi e non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile”. Alla luce di ciò, ha detto, “devono essere rifiutati due strumenti che sono nel testo proposto alla votazione: la fecondazione eterologa al di fuori del matrimonio e il ricorso ad embrioni per finalità terapeutiche, con conseguente distruzione”.