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Andate avanti

Anche l’Europa nelle parole del Papa ai media promossi dalla Cei

Il 2 giugno, nell’aula della Benedizione del Palazzo apostolico Vaticano, Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i dirigenti, i giornalisti e i tecnici dei media promossi dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), il quotidiano cattolico “Avvenire”, il canale televisivo satellitare Sat2000, il Circuito radiofonico InBlu e l’agenzia Sir. Nel corso dell’incontro il Papa ha proposto una riflessione sui rapporti tra fede e cultura, come si sono sviluppati negli ultimi decenni, utile “per cogliere il significato complessivo del lavoro” all’interno del mondo dell’informazione. Non sono mancati riferimenti alla cultura europea. Proponiamo la parte centrale del discorso del Papa. “La cultura europea si è formata attraverso i secoli con il contributo del cristianesimo. A partire poi dall’illuminismo la cultura dell’Occidente si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglia e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità, la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento. Esistono tuttavia in varie parti d’Europa esperienze e modalità di cultura cristiana che si affermano o che nuovamente emergono con slancio crescente. In particolare, la fede cattolica è ancora sostanzialmente presente nella vita del popolo italiano e i segni di una sua rinnovata vitalità sono visibili a tutti. Nel vostro lavoro di comunicatori che si ispirano al Vangelo è pertanto necessario un costante discernimento. Come ben sapete, i Pastori della Chiesa in Italia sono solleciti nel conservare quelle forme cristiane che provengono dalla grande tradizione del popolo italiano e che plasmano la vita comunitaria, aggiornandole, purificandole laddove è necessario, ma soprattutto rafforzandole e incoraggiandole. È anche vostro compito sostenere e promuovere le nuove esperienze cristiane che stanno nascendo e aiutarle a maturare una sempre più chiara consapevolezza del proprio radicamento ecclesiale e del ruolo che possono svolgere nella società e nella cultura dell’Italia. Tutto ciò, cari amici, fa parte della vostra fatica quotidiana, di un lavoro da compiere non in maniera astratta o puramente intellettuale, ma essendo attenti ai mille risvolti della vita concreta di un popolo, ai suoi problemi, ai suoi bisogni e alle sue speranze. Vi sostenga e vi doni coraggio in questa fatica la certezza che la fede cristiana è aperta a tutto ciò che di “vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato” vi è nella cultura dei popoli, come insegnava l’apostolo Paolo ai Filippesi (cfr 4,8). Andate avanti dunque nella vostra opera con questo spirito e con questo atteggiamento, dando voi stessi una testimonianza luminosa di profonda vita cristiana e restando per questo sempre tenacemente uniti a Cristo per poter guardare il mondo con gli stessi suoi occhi. Siate felici di appartenere alla Chiesa e di immettere nel grande circuito della comunicazione la sua voce e le sue ragioni. Non stancatevi di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l’esperienza ecclesiale e l’opinione pubblica. Potrete così essere protagonisti di una comunicazione non evasiva ma amica al servizio dell’uomo di oggi”.