POPOLI E FEDI

Nel segno della reciprocità

Europa: l’incontro tra leader politici comunitari e leader religiosi

“Una discussione libera, aperta”, che ha toccato numerosi argomenti d’attualità, relativi “alla convivenza dei popoli e delle fedi in Europa” e all’integrazione comunitaria. Al termine dell’incontro con i leader religiosi, svoltosi il 30 maggio nella sede della Commissione a Bruxelles, il capo dell’Esecutivo, JOSÉ MANUEL BARROSO , s’è detto “pienamente soddisfatto” dell’esito del confronto. DIGNITÀ DELLA PERSONA, RISPETTO RECIPROCO. Introducendo la sessione di lavoro, lo stesso Barroso aveva affermato: “Il dialogo tra le religioni è un elemento importante per il processo di integrazione europea”. Il “brain storming” si è svolto al Berlaymont, sede dell’Esecutivo, promosso congiuntamente da Commissione e Consiglio europeo. “Desideriamo avere un confronto aperto, senza conclusioni preordinate; un’occasione di dialogo che ci porti a riflettere su tematiche essenziali come la dignità della persona, le libertà fondamentali, il rispetto reciproco, la comunicazione tra le diverse culture”. Questi gli auspici di Barroso, affiancato dal premier austriaco WOLFGANG SCHÜSSEL , alla guida semestrale del Consiglio Ue, dalla vice presidente dell’Esecutivo, Margot Wallström e da altri commissari. UNA VENTINA DI LEADER RELIGIOSI. Fra gli esponenti delle diverse comunità (cattolici, ortodossi, anglicani, luterani, buddisti, islamici, ebrei) era presente la delegazione della Chiesa cattolica, della quale facevano parte mons. Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), il card. José da Cruz Policarpo, patriarca di Lisbona e il card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna. Al tavolo del dibattito sedevano una ventina di personalità, fra cui il Dalai Lama (che il giorno seguente ha fatto visita al Parlamento dei Venticinque, suscitando grande attenzione) per la comunità buddista, il vescovo di Londra Richard Chartres (anglicano), l’ayatollah Seyyed Abbas Ghaemmaghami e l’imam Abduljalil Sajid (musulmani), il rabbino capo di Bruxelles Albert Guigui, il vescovo Athanasios (ortodosso greco), il pastore Jean Arnold de Clermont (chiesa evangelica-luterana). LA RESPONSABILITÀ; IL RUOLO DELLA CULTURA. Al termine dei lavori, dopo le tradizionali foto di circostanza, Barroso e Schüssel hanno riferito brevemente degli argomenti toccati e dell’atmosfera di cordialità creatasi tra i presenti: “S’è parlato del rispetto reciproco”, ha spiegato Barroso, elemento “essenziale per la convivenza” nella società moderna. “Il rispetto richiede però il riconoscimento reciproco”. Altro termine più volte citato è stata “la responsabilità. Verso gli altri, dentro l’Europa e al di fuori di essa”. È inoltre emersa – hanno spiegato i due politici europei – una comune convinzione sulla necessità di combattere contro ogni forma di discriminazione. Infine, è stato “sottolineato da più voci il ruolo essenziale dell’educazione e della cultura”, che insegnano ai popoli a conoscersi e a rispettarsi. “In questo caso si è ad esempio ribadita la convinzione che anche l’islam è parte dell’Europa di oggi”. TREANOR: “SERVONO RISPOSTE ETICHE”. “È stato un incontro importante e proficuo, specialmente nella prospettiva di creare un dialogo strutturato tra istituzioni Ue e comunità religiose, così come prevede l’articolo 52 della Costituzione, in fase di ratifica”. Mons. NOËL TREANOR , segretario generale della Comece, commenta così per il Sir l’evento di Bruxelles. “Si tratta di un lavoro di consultazione avviato sin dai tempi della presidenza della Commissione affidata a Jacques Delors, proseguita con Santer e Prodi, e che oggi acquista motivi rinnovati dinanzi alle sfide poste dalla società multietnica e multireligiosa, dalle immigrazioni, dalla necessità di integrazione politica continentale”. Treanor ricorda inoltre “le numerose questioni antropologiche che necessitano di risposte etiche: penso alla pace, allo sviluppo della scienza e delle tecnologie, alla ricerca, alla cooperazione internazionale” a favore dei paesi più poveri. “Credo si confermi dopo questo incontro – aggiunge – la convinzione da parte dei leader politici comunitari che non si possono ignorare le religioni in quanto fonti di valori condivisi, di saggezza, di energia spirituale di cui la nostra società ha bisogno”. Fra i temi dibattuti, il segretario Comece sottolinea “il rapporto tra fedi religiose e politica, l’integrazione degli immigrati nei nostri paesi, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la cooperazione allo sviluppo e la ricerca”. Secondo il responsabile del segretariato permanente dei vescovi europei a Bruxelles, “è stata significativa la presenza del commissario Jan Figel’, responsabile del settore istruzione, formazione, cultura e multilinguismo, soprattutto in vista del 2008, consacrato dall’Ue quale anno europeo per il dialogo interculturale e interreligioso”.