TRENTINO ALTO ADIGE

Dopo che hanno detto “sì”

Sostegno integrato alla famiglia

Bilancio e rilancio della Provincia di Bolzano sul fronte delle politiche della famiglia. Sei le nuove leggi, con relative norme di attuazione, varate da un esecutivo in cui, per la prima volta, è stata assegnata una specifica competenza sulla famiglia all’assessore Sabina Kasslatter Mur e istituito il Servizio famiglia con compiti di sviluppo e coordinamento. Perché l’impegno nel settore è comunque trasversale e tocca vari ambiti, primo fra tutti quello sociale, che ha adottato un sistema di sostegno integrato.Accanto al supporto materiale alle famiglie con figli (fra gli altri, l’anticipazione dell’assegno di mantenimento a tutela del minore e l’assegno per il nucleo familiare) si punta, infatti, al miglioramento dell’offerta di infrastrutture (asili nido, Tagesmutter, microstrutture) e di servizi di assistenza ai minori (affidamento familiare). Per quanto riguarda il mondo della scuola e della formazione, l’obiettivo è garantire il diritto allo studio rimuovendo gli ostacoli economici e sociali con un maggiore riconoscimento dei costi a carico delle famiglie, un servizio di refezione scolastica aperto a tutti, un trasporto scolastico ampliato e una serie di offerte qualificate di sostegno e sorveglianza al di fuori dell’orario scolastico.Da non dimenticare che, grazie alla competenza in materia di previdenza, anche la Regione Trentino Alto Adige è intervenuta nel settore con il “Pacchetto famiglia” che prevede principalmente sostegni economici, fra quello alla contribuzione previdenziale per chi ha dovuto rinunciare al lavoro a tempo pieno per occuparsi di educazione o cura dei familiari.Nuovi percorsi di formazione. “Non vogliamo che ai giovani passi il coraggio di crearsi una famiglia – afferma l’assessore Sabina Kasslatter Mur – per cui con la nostra politica puntiamo a creare i presupposti per far sì che nessuno sia obbligato a scegliere tra la famiglia e il lavoro”. Una famiglia che in Alto Adige ha una radicata tradizione “e un ruolo cardine, non sostituibile, per lo sviluppo della società, di cui è cellula fondamentale”. Su 190.000 familiari, solo pochissimi di grandi dimensioni, aumentano le coppie senza figli o le famiglie monoparentali, il numero delle separazioni (821 nel 2005) e dei divorzi (468) e contemporaneamente le nuove forme di convivenza. Nell’ottica del sostegno, dunque, anche i percorsi di formazione e informazione in cui si inseriscono tre nuovi progetti elaborati dal Servizio famiglia: “Telefono genitori”, che offrirà contatti con consulenti in campo pedagogico e relazionale, “Sostegno preventivo delle famiglie”, che mira al rafforzamento delle competenze genitoriali delle giovani coppie, al potenziamento del ruolo paterno e alla valorizzazione dei nonni, e “Bookstart” per avviare alla lettura precoce.Più tempo insieme. “Ben vengano prevenzione e formazione – sostiene don Toni Fiung, responsabile della pastorale familiare e matrimoniale della diocesi di Bolzano-Bressanone – ma il fatto è che le nostre famiglie sono strangolate dal costo della vita e così entrambi i genitori sono costretti a lavorare e a fare sacrifici, soprattutto per la casa. Certo, si parla di conciliabilità fra lavoro e famiglia ma di cosa ha bisogno il bambino, soprattutto nei primi tre anni di vita? Di essere cresciuto da mamma e papà. Le coppie, inoltre, devono avere più tempo per coltivare il loro rapporto e quello con figli: buona parte delle difficoltà che mi manifestano riguardano proprio questo tema”. In questo senso, dunque, per don Fiung, “bisogna sostenerle economicamente in modo più significativo, magari esentandole dal pagamento di alcune tasse locali. Gli interventi poi sono pensati principalmente per i minori di tre anni: ma i figli cominciano a costare davvero quando vanno a scuola e man mano che crescono”.”In generale la situazione che si vive in Alto Adige è positiva – afferma la presidente del Consultorio familiare padre Massimiliano Kolbe, Gabriella Vianello Nardelli – anche perché negli ultimi anni si è cominciato a sostenere seriamente la conciliabilità fra lavoro e famiglia. Anche l’attività dei Consultori è molto riconosciuta e ci viene chiesto di intervenire sempre di più a livello di prevenzione e di supporto per evitare che le coppie scoppino. Il problema è che i fondi sono bloccati quando, invece, l’investimento in questo settore andrebbe fortemente aumentato”.La quotidianità. Alla Provincia don Fiung, comunque sia, riconosce la buona volontà e di avere impostato una strada che potrebbe diventare quella giusta, “ma è necessario fare emergere il valore dello stare in famiglia, che va apprezzato nella vita quotidiana, non idealizzato. Serve un cambiamento culturale che faccia aumentare l’apprezzamento sociale per il lavoro che si fa in casa, soprattutto da parte degli uomini. Andrebbero, inoltre, studiati maggiori incentivi per le aziende, soprattutto private, che si dimostrano amiche delle famiglie concedendo part-time, orari flessibili, telelavoro”.a cura di Fernanda Scarmagnan(09 giugno 2006)