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Allargamento Ue e immigrati nel Regno Unito
In tema di immigrazione i titoli dei giornali delle scorse settimane parlavano del Regno Unito come di un Paese sotto assedio. Le cifre esatte sono difficili da definire, proprio perché molti immigrati non sono registrati presso le autorità competenti. Tuttavia, secondo i dati ufficiali, dopo l’allargamento dell’Unione europea nel 2004, sono quasi 300.000 gli immigrati provenienti dall’Europa dell’Est che hanno ottenuto il permesso di lavoro nel Regno Unito. Un’indagine della Ernst and Young ha mostrato che gli immigrati stanno accelerando la crescita del Regno Unito e i bassi costi della manodopera specializzata fornita dagli immigrati est-europei abbassano i tassi di interesse addirittura dello 0,5%. Questi fatti sono stati smentiti da un’indagine condotta da Migrationwatch, secondo la quale gli immigrati rappresentano un costo per il Paese. Le differenze tra immigrati economici, immigrati illegali e rifugiati politici sono state rese volontariamente indistinte da coloro che miravano a sfruttare questa confusione per ottenere un vantaggio politico. Anche se il dibattito mediatico sull’immigrazione tende a creare più controversie che chiarimenti, la Chiesa cattolica vede cambiamenti profondi nel Paese, in particolare a Londra. Le tensioni sollevate dagli attacchi terroristici tra la comunità musulmana nazionale, e all’interno della stessa comunità musulmana, e il resto del Paese sono state oggetto del discorso recentemente tenuto dal cardinale Cormac Murphy-O’Connor all’Oxford Centre for islamic studies. “Credo che il nostro cammino comune nell’Europa di oggi si svolgerà a livello locale, nei luoghi in cui famiglie cristiane e famiglie musulmane convivono nelle stesse città e negli stessi quartieri,” ha detto. “A Londra esiste un’organizzazione chiamata London Citizens, che lavora con le chiese e le moschee per portare i propri problemi all’attenzione delle autorità locali. Agli incontri di London Citizens, è davvero incoraggiante vedere cattolici che vanno regolarmente in chiesa e musulmani che vanno regolarmente alla moschea scambiare tra loro esperienze e problemi comuni e decidere di agire insieme su problemi come le abitazioni o l’equità dei salari per gli immigrati. Da tali incontri nasce l’amicizia, e dall’amicizia nasce la curiosità di conoscersi meglio”. Questa visione alternativa per superare la paura dell’altro vede la Chiesa cattolica tra i protagonisti. Mentre la stampa inglese dibatteva le tre diocesi londinesi si sono riunite nella cattedrale di Westminster per celebrare la Messa di Maggio con oltre 2.000 lavoratori immigrati. “Vogliamo che vi sentiate a casa vostra nelle nostre parrocchie e nelle nostre scuole e nei nostri uffici – ha detto loro il Murphy-O’Connor -. Vogliamo che sappiate che questa è casa vostra”. “Spetta al Governo – ha precisato poi – garantire la lotta contro l’immigrazione illegale. Ma quando gli stranieri sono qui, come cristiano devo dire: ‘Io sono con te.’ Anche se essi sono qui illegalmente, non posso dire, come cristiano: ‘Farò di tutto perché tu venga espulso domani.’ Devo dire: ‘Quali sono le tue necessità immediate? Come posso appoggiarti e aiutarti?'” Con i partiti politici intimoriti dall’influenza della stampa popolare e costretti ad adottare una retorica allarmistica sulla questione dell’immigrazione, c’è un evidente bisogno della voce forte della Chiesa.