OLANDA
Lettera pastorale sulla missione: “Testimoni della speranza che vive in noi”
L’uso “efficace” dei mezzi delle comunicazioni sociali che la Chiesa ha a disposizione per evangelizzare, e quindi la radio, la televisione e internet per “mettere gli uomini in contatto con Gesù Cristo e la Sua Chiesa”. Questi sono alcuni dei punti che emergono dalla lettera pastorale sulla missione nel 21° secolo, che il vescovo di Breda e responsabile dell’istituzione Missie, del dialogo interreligioso e degli aiuti allo sviluppo all’interno della Conferenza episcopale olandese, mons. MUSKEN ha presentato nei giorni scorsi e diffusa sul sito il 2 giugno, in occasione della Pentecoste. Dopo l’annuncio della lettera la Chiesa cattolica olandese lancia una grande sfida. La diminuzione del numero dei fedeli, le difficoltà finanziarie e la poca disponibilità di persone per la pastorale chiedono un cambiamento. Quello che oggi si chiede è una Chiesa più visibile nella società e un nuovo slancio. Sono previste anche iniziative nel campo della catechesi, della presenza ecclesiale e dell’evangelizzazione. Nella lettera i vescovi forniscono la loro visione su questi sviluppi. In “Testimoni della speranza che vive in noi”, la prima lettera missionaria diffusa dal 1974 i vescovi olandesi usano la leva della fede nella società olandese ormai secolarizzata; non forniscono soluzioni certe per arrivare agli uomini con il Vangelo ma, coraggiosi, incoraggiano i fedeli ad assumere un “atteggiamento di vita missionario”. QUALE MISSIONE? Quale è la missione della Chiesa nel 21 secolo, tanto all’interno del Paese, quanto all’estero? Numerose le questioni affrontate e le domande che i vescovi propongono, a partire dalla sfida più importante del movimento missionario nel 21° secolo che, scrivono, “si trova sul terreno della nuova evangelizzazione”, e dunque, continuano “come possiamo noi nella nostra terra e nel nostro Paese far conoscere Gesù Cristo e il Suo Vangelo?”, attenzione poi al ruolo dei cattolici nella società e al loro apporto “i vescovi olandesi vogliono muoversi più attivamente nel dibattito pubblico e nello stimolare che la voce cattolica possa essere ascoltata nelle discussioni sociali” insieme alla speranza che “le organizzazioni sociali cattoliche trovino un nuovo slancio missionario, non ancorate alla nostalgia di un passato trascorso, ma sorrette dalla convinzione che un corrispondente suono vitale e cattolico debba essere ascoltato”. Oltre che con i mezzi propri, la Chiesa dovrebbe, si legge, “rivolgersi agli uomini che hanno un legame debole con la Chiesa, anche attraverso altre strade”. Un esempio sarebbe quello di rendere accessibili le riviste parrocchiali e proponendo lezioni sulla fede, come in occasione dei sacramenti, quale il battesimo e il matrimonio, anche se a un livello base, questa è la speranza; le parrocchie dovrebbero di conseguenza spalancare le porte, divenendo luoghi di incontro. UNA CHIESA RIFUGIO. “Sembriamo diventati in qualche modo una Chiesa rifugio, per cui teniamo pieni di paura la porta chiusa di fronte al mondo esterno”, avvertono i vescovi, che si appellano perciò “agli uomini e alle donne cattolici consapevoli,” affinché facciano sentire con chiarezza nel dibattito sociale la voce cattolica. Sono loro stessi a voler dare un buon esempio, offrendo ai fedeli è offerta la loro profondità di fede, perché, scrivono: “tanti cattolici nel nostro Paese rimangono senza parole quando si tratta della loro fede. Riescono a mala pena a spiegare cosa significa per loro essere cristiani e cosa è Dio per loro”. SUGGERIMENTI MISSIONARI. Nonostante la scristianizzazione nella provincia ecclesiastica olandese i vescovi investono con gioia nella trasmissione della fede. Vengono quindi offerti nella lettera anche “consigli missionari ” pratici, che vanno dallo sviluppo di servizi ecclesiastici diretti specificamente per i nuovi arrivati a indicazioni sui cori parrocchiali. CON I PIÙ POVERI. “La fede”, ricordano i vescovi “non è diretta soltanto alla trasmissione del Vangelo, ma anche alla cura di chi, nel proprio ambiente, non ha e di solidarietà con i più poveri del modo”; fondamentale, inoltre, inoltre il ruolo da giocare nel dialogo con altre religioni. ISOLA SECOLARE. “Il legame con le fiorenti Chiese cattoliche nel Sud del mondo può aiutare i fedeli in Europa a non scoraggiarsi”, scrivono i vescovi e a sentirsi “un’isola laica in un mondo religioso”. Costoro, ci ricordano avranno “anche bisogno di un sostegno finanziario, ma noi possiamo anche avere in cambio da loro ricchezza spirituale e ispirazione vitale”. SCHEDA Il testo è di 21 pagine, si presenta come un’opera di consultazione agevole, suddivisa in capitoli, ognuno per i temi affrontati . Si inizia con “la missione di Gesù Cristo”, “Sono con voi”, “Uomini in cammino”, “la Pentecoste”, “la nuova evangelizzazione”, “rendere visibile Cristo”, “Cemento spirituale”, “Dialogo interreligioso”, “terrorismo”, “ecumenismo nel 21 secolo”, “Paese di missionari”, “globalizzazione”, “cercasi cattolici consapevoli”, “società multiculturale”; inoltre 16 consigli missionari pratici e 4 interviste sul tema “discorsi su come diventare cattolici”.