CALABRIA
Una proposta di legge per i lavoratori stranieri
La regolamentazione dei lavoratori stranieri nel settore del lavoro, dell’accesso alla casa, della tutela della salute e del diritto di voto amministrativo in ambito regionale. È quanto prevede una proposta di legge presentata nei giorni scorsi alla Regione Calabria. La proposta “Norme per l’integrazione sociale e politica delle cittadine e dei cittadini immigrati” prevede, inoltre, l’istituzione di un Osservatorio regionale per monitorare l’immigrazione in Calabria, un’Agenzia per il contrasto alla discriminazione e al razzismo e un Albo delle Associazioni di immigrati.Luci ed ombre. “Niente di nuovo – dice mons. Antonino Denisi, direttore regionale della Fondazione Migrantes – per chi conosce e opera in questo settore. Ciò che lascia perplessi è la mancanza di risorse finanziarie definite per cui il riferimento al bilancio triennale regionale la fanno apparire una generica dichiarazione di intenti destinata ad essere relegata nel limbo dei buoni propositi inefficaci ed improduttivi”.”Già il semplice fatto che sia stata proposta una legge per l’integrazione sociale e politica delle cittadine e cittadini migranti – sottolinea, invece, Alfonso Senatore, presidente di Baobab, un coordinamento di dodici associazioni che si interessano di immigrazione – è di per sé positivo”. La proposta, secondo Senatore, presenta alcuni punti interessanti: “È presa posizione con la dovuta fermezza sul riconoscimento del diritto di voto attivo e passivo a livello regionale, si ammette la necessità di una programmazione almeno triennale sulle politiche per l’integrazione, e anche il richiamo ripetuto all’istituzione di fondi appositi per la gestione di tali politiche è opportuno”.Dubbi. Anche il presidente dell’associazione Baobab avanza, però, alcune perplessità ed evidenzia alcune carenze: “I dubbi – spiega – sono relativi alle modalità con cui sarà realizzata la proposta: a quanto ammonteranno effettivamente i fondi? Come saranno organizzati e cosa faranno nello specifico l’Osservatorio sull’immigrazione e l’Agenzia regionale per il contrasto della discriminazione e del razzismo? Come saranno promossi concretamente i diritti sociali menzionati?”.Per quanto riguarda le carenze, esse “sono legate anzitutto alla non menzione del drammatico problema Cpt (Centro di permanenza temporanei) nella nostra Regione, proprio ora che a livello nazionale si sta riaprendo un’intensa discussione, e alla mancanza di organicità rispetto alle politiche di accoglienza, primo vero grande problema nel nostro territorio”. La proposta, evidenzia Senatore, “non fa riferimento al fondamentale problema delle pratiche burocratiche relative ai permessi di soggiorno, che devono essere trasferite agli enti locali, così come avviene per i cittadini autoctoni, e non affidate a privati, come le Poste italiane; dovrebbe inoltre essere maggiormente approfondito l’aspetto della prima accoglienza”.Possibili miglioramenti. “Questa proposta – spiega Francesco Vizza, responsabile dell’area immigrati della Caritas diocesana di Crotone-Squillace – va accolta favorevolmente anche se come tutte le proposte può subire dei miglioramenti con l’apporto degli enti e delle associazioni che si occupano della materia”. Secondo Vizza, “va valutata positivamente l’idea di istituire un osservatorio calabrese sull’immigrazione anche se non è chiaro da chi sarà costituito. Bene è anche l’idea di promuovere tutta una serie di iniziative per realizzare la piena uguaglianza anche con la possibilità di garantire il diritto di voto agli immigrati”.”Una legge di questa portata, però – spiega il referente della Caritas di Crotone-Squillace – richiede ingenti fondi. Sarebbe auspicabile prevedere fin dall’inizio la cifra stanziata da rivalutare poi nel corso degli anni”. Vizza evidenzia, inoltre, la possibilità di far accedere gli stranieri agli alloggi di edilizia popolare senza stabilire il vincolo della permanenza da oltre due anni: una proposta questa che definisce “lodevole”.Nei giorni scorsi, sullo stesso argomento, è stata avanzata un’altra proposta di legge avente per oggetto “Norme per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati” che mira a promuovere azioni per l’integrazione sociale della popolazione migrante nella Regione rimuovendo gli ostacoli che impediscono il pieno inserimento sociale, culturale e politico degli immigrati e promuovendo iniziative volte a individuare e contrastare forme di razzismo o di discriminazione a causa dell’origine etnica, geografica o religiosa.a cura di Raffaele Iaria(21 giugno 2006)