UNIONE EUROPEA
Scelte giuste: tranne quella sulle cellule staminali embrionali
Il Settimo Programma quadro per la ricerca ha avuto il semaforo verde dal Parlamento europeo riunito la scorsa settimana a Strasburgo. Il voto dell’Assemblea ha suscitato vaste e preoccupate reazioni avendo avallato il finanziamento agli esperimenti sulle cellule staminali embrionali. A questo riguardo la Chiesa cattolica si è pronunciata con chiarezza ( www.comece.org http://www.comece.org ) nel denunciare la gravità di una scelta contro la vita. Senza quindi sottovalutare la gravità di una simile decisione, si può dire che il Programma 2007/2013 presenta prospettive di sviluppo scientifico, in grado di migliorare la vita quotidiana dei cittadini. CRESCONO I FONDI PER LA RICERCA. La dotazione complessiva che l’Unione europea intende dedicare alla ricerca nei prossimi sette anni (il Programma deve però ancora essere vagliato dal Consiglio competitività a fine luglio, per tornare, entro l’anno, in Parlamento per una votazione finale) è pari a 50,524 miliardi di euro. La Commissione aveva proposto che gli stanziamenti superassero i 72 miliardi, ma le ristrettezze del budget comunitario imposte dagli Stati membri hanno portato a un ridimensionamento della cifra. La quale rimane comunque di molto superiore a quella finora disponibile: nell’ultimo quinquennio, infatti, l’Ue destinava nel complesso alla ricerca poco più di 16 miliardi, per cui in futuro gli stanziamenti annui verrebbero raddoppiati. A ciò si aggiungerebbero gli investimenti per il settore dell’energia atomica a scopi pacifici (Euratom), per un importo di 2,75 miliardi di euro. I fondi per la ricerca sulle cellule staminali sono inferiori all’1% della dotazione totale. EVITARE LA “FUGA DEI CERVELLI”. Adottando la relazione del deputato polacco JERZY BUZEK , esponente del Partito popolare europeo, il Parlamento intende sostenere le sperimentazioni applicabili all’economia, per accrescere la competitività europea; propone “una ripartizione della dotazione globale che privilegi la cooperazione tra industrie e università”; spinge affinché si offrano concrete opportunità di studio e di lavoro agli scienziati europei, così da evitare la cosiddetta “fuga dei cervelli”, sinora principalmente rivolta verso gli Stati Uniti. Inoltre, gli eurodeputati “accolgono con favore l’idea di creare un Consiglio europeo della ricerca” (Cer), nuovo strumento “teso a sostenere la ricerca di punta”, ma chiedono allo stesso tempo che sia dotato di una vera autonomia decisionale e finanziaria. AGRICOLTURA, NANOTECNOLOGIE, SPAZIO. Il Programma quadro 2007/2013 si articolerà precisamente in quattro programmi specifici. Anzitutto “Cooperazione”, che promuoverà la “collaborazione tra l’industria e la ricerca accademica in tutta Europa” per “conseguire la leadership nei settori chiave della tecnologia”. Esso è suddiviso nei seguenti temi prioritari: salute dei cittadini, prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie; tecnologie dell’informazione e della comunicazione; nanoscienze e nanotecnologie; energia, ambiente, trasporti, scienze socioeconomiche, sicurezza e spazio. I finanziamenti comunitari dovrebbero dunque indirizzarsi verso quegli esperimenti che hanno di mira possibili applicazioni per migliorare concretamente la vita delle persone, accrescere la protezione dei consumatori, favorire lo sviluppo delle attività economiche, cercare nuove soluzioni per affrontare le emergenze o studiare i fenomeni naturali. GLI SCIENZIATI ACCANTO ALLE IMPRESE. Dal canto suo, il programma “Idee”, da realizzare sotto la guida del Consiglio europeo per la ricerca, sosterrà la “ricerca di frontiera”, tenendo conto unicamente del criterio della “eccellenza scientifica”. Il programma “Persone” offrirà un “sostegno significativo alla mobilità e allo sviluppo di carriera dei ricercatori, sia in Europa sia su scala mondiale”. Infine il programma “Capacità”, “destinato a contribuire allo sviluppo delle capacità di cui l’Europa ha bisogno per essere una fiorente economia fondata sulla conoscenza”. Esso è a sua volta suddiviso in specifici filoni di approfondimento: infrastrutture di ricerca; piccole e medie imprese; scienza e società; attività di cooperazione internazionale. ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMI ENERGETICI. Ineguale, a secondo delle preferenze accordate ai diversi settori, gli stanziamenti per i quattro programmi principali. A “Cooperazione” andranno il 64% degli stanziamenti totali (oltre 32 miliardi di euro), a “Idee” è assegnato il 15% dei fondi, a “Persone” il 9,5% e a “Capacità” il 7,8%. All’interno del programma “Cooperazione”, i deputati hanno privilegiato, in proporzione, i temi dell’energia e delle scienze economiche (due terzi della dotazione dovranno essere destinati alla ricerca sulle energie rinnovabili, all’efficienza e ai risparmi energetici). L’Emiciclo ha infine chiesto che il Settimo Programma quadro “sia oggetto di una revisione continua e sistematica”, con due scadenze intermedie, nel 2009 e nel 2011.