ECUMENISMO

Svizzera: secco “no” alla nuova legge sull’asilo

Un comunicato congiunto per dire ‘no’ alla legge sull’asilo. E’ l’iniziativa lanciata in questi giorni in Svizzera dalla Federazione delle chiese protestanti (Feps), dai vescovi cattolici (Ces) e dalla Federazione delle comunità ebraiche (Fsci) del Paese. A motivare l’opposizione alla legge, che sarà sottoposta al voto popolare il prossimo 24 settembre, il fatto che “questa pone ostacoli all’accesso delle persone perseguitate alla procedura d’asilo invece di garantire loro protezione e aiuto sociale”. In particolare Feps, Ces e Fsci lamentano il fatto che la nuova legge neghi l’aiuto sociale alla persone la cui domanda d’asilo non è stata accettata, che ci siano delle disuguaglianze di trattamento dei casi più gravi e l’applicazione delle leggi di contrasto che, secondo loro, sarebbero contrarie al rispetto della dignità umana. Protestanti, cattolici ed ebrei si dicono invece favorevoli ad una politica di accoglienza umana che offra protezione alle persone perseguitate ed accesso alla protezione sociale per tutti coloro che fanno domanda d’asilo. Richieste inoltrate al Parlamento che ha ritenuto di dover solo accettare quella relativa al diritto all’aiuto in casi di urgenza. Una scelta che Feps, Ces e Fsci hanno giudicato in contrasto con la tradizione umanitaria del Paese elvetico. Nel comunicato congiunto le tre organizzazioni ringraziano tutte le persone, associazioni, parrocchie e movimenti che svolgono un lavoro encomiabile tra i richiedenti asilo per migliorare le loro condizioni di vita.