Una lettera aperta al primo ministro Guy Verhofstadt per chiedere che ai rifugiati e richiedenti asilo vengano riconosciuti dignità, lavoro e pace. L’iniziativa è stata promossa dal Consiglio delle Chiese cristiane del Belgio, formato da ortodossi, anglicani, protestanti e cattolici, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato di domani. Nel testo, il Consiglio, pur riconoscendo “il diritto dello Stato a controllare le proprie frontiere”, invita a riconoscere “il diritto alla dignità delle persone, specie quelle che vivono in condizioni miserabili”, riconoscimento che induce a “mettere in atto delle procedure legali” capaci di “garantire senza restrizioni”, i diritti umani. “I migranti – scrivono le Chiese – sono frequentemente vittime di discriminazioni. Conoscono una insicurezza permanente per quanto riguarda le cure mediche, l’istruzione dei bambini, e la possibilità di lavoro. Una modifica della legislazione del diritto d’asilo non può non tenere conto delle attuali lacune legislative in tema di accoglienza e assistenza dei rifugiati”. Un monito che le Chiese indirizzano anche ai Paesi dell’Unione europea le cui leggi “non possono mirare unicamente a fermare o controllare le diverse forme di migrazione”. “Le migrazioni – conclude la lettera – sono un’opportunità positiva che può ricucire il tessuto sociale. Contribuire alla pace sociale che riconosce e rispetta i diritti di uomini, donne e bambini è il compito di ogni società”.