Irlanda: i vescovi contro il traffico di esseri umani

“Immorale e criminale”. E’ la dura condanna dei vescovi irlandesi del traffico di esseri umani. In una dichiarazione del 18 giugno i presuli della Conferenza episcopale di Irlanda affermano che “è dovere dei cristiani prendersi cura delle vittime di questo traffico. Il reclutamento, il trasferimento e la vendita di persone vulnerabili, donne, bambini e uomini, è una grande violazione dei diritti umani”. “Attraverso varie forme di coercizione – dichiarano – le vittime di questo traffico sono tenute segregate dai loro sequestratori e tenute in condizioni agghiaccianti. Senza possibilità di fuga. La vita umana è così ridotta a merce”. Si calcola che siano 2,4 milioni le persone costrette a subire “questo comportamento criminale”. Per fronteggiare il fenomeno all’interno dei confini irlandesi, fanno sapere i vescovi, “è già stato attivato un gruppo di lavoro, formato da religiosi e società missionarie, con lo scopo di sensibilizzare il Governo all’introduzione di leggi appropriate e per dare assistenza a queste vittime. Non vorremmo vedere il nostro Paese – conclude la dichiarazione – venire meno ai doveri morali e alle responsabilità politiche in questo ambito”. Da qui l’invito al Governo di ratificare quanto prima i protocolli, le convenzioni e le direttive che in campo europeo offrono strumenti di contrasto del traffico di esseri umani”.