ECUMENISMO

Russia: Premio per l’impegno umanitario ad Alessio II

“La Chiesa nella Federazione russa è separata dallo Stato ma non dalla società. Nella sua storia millenaria, la Chiesa ortodossa russa ha sempre condiviso gioie e dolori con la popolazione, e continuerà a farlo. Abbiamo in comune alcuni compiti; dovremmo ricercare la pace e l’accordo, giacché solo una società unita può collaborare alla costruzione della Russia”. Così il patriarca ortodosso di Mosca, Alessio II, ricevendo nei giorni scorsi il Premio nazionale della Federazione russa per l’impegno umanitario, conferitogli, si legge nella motivazione, “per la sua educativa e fruttuosa attività di pace che favorisce l’affermazione dei valori morali e il loro consolidamento nella società”. Nei giorni scorsi, nella cattedrale della Trinità del monastero di san Daniele, si è svolto un servizio liturgico di ringraziamento in occasione del 60° anniversario della costituzione del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca. “Oggi – ha detto nella circostanza Alessio II – celebriamo solennemente il 60° anniversario del Dipartimento per le relazioni esterne e rendiamo grazie a Dio per i fraterni rapporti con le Chiese ortodosse locali, i contatti con il mondo non ortodosso e il lavoro comune con le altre religioni, gli organismi pubblici e i movimenti, che il Dipartimento ha avviato negli anni”. Nelle scorse settimane lo stesso patriarca aveva presieduto, alla vigilia del sedicesimo anniversario della sua intronizzazione, una celebrazione nella chiesa di Cristo Salvatore per salutare l’arrivo a Mosca della reliquia della mano destra di San Giovanni Battista, portata in Russia dal monastero di Cetinje in Montenegro. Dal 16 giugno la reliquia ha iniziato una sorta di “pellegrinaggio” itinerante in diverse città di Russia, Bielorussia e Ucraina.