SARDEGNA
Rifiuti: la situazione in Sardegna
La legislazione. La Regione Sardegna ha adottato, attraverso il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Dlgs 36/03), un progetto organico per ottemperare ai dettami della legge Ronchi. Già dal 1998 si era dotata di un Piano regionale di gestione dei rifiutiSezione rifiuti urbani. Inoltre, la Regione, con legge regionale n° 6 del 18 maggio 2006, ha istituito ufficialmente l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Sardegna (Arpas). Sino ad oggi l’Arpas svolgeva solo funzioni di coordinamento tra i diversi enti locali che si interessavano di ambiente, senza però effettivi poteri. Con la legge regionale 16/12/05, n° 22 la Regione ha stabilito norme per l’approvazione del piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dei pericoli derivanti dall’amianto. La Regione, poi, con la deliberazione 34/14 del 19/7/2005 ha realizzato un atto di indirizzo per lo smaltimento in discarica di rifiuti urbani trattati e per l’ulteriore sviluppo delle raccolte differenziate secco-umido nel territorio regionale.Il termovalorizzatore e la centrale termoelettrica. Il 28 aprile 2006 è uscito l’avviso indicativo di finanza di progetto per la progettazione, costruzione e gestione di una Centrale termica integrata ad Ottana. L’impianto, da realizzarsi interamente con capitale privato, dovrà essere situato all’interno dell’agglomerato industriale di Ottana. La realizzazione di questo termovalorizzatore sarà un’occasione per integrare la pianificazione della gestione dei rifiuti con quella energetica. Inoltre, il Piano energetico ambientale regionale prevede la realizzazione nell’area di Ottana di una centrale termoelettrica alimentata a biomasse. Dovrà anche essere contemplata l’ipotesi di un servizio continuo di produzione di vapore tecnologico, a favore degli impianti industriali del sito. Oltre ai vantaggi per la gestione dei rifiuti, la nuova centrale garantirà alle realtà industriali presenti nell’area una stabilità a lungo termine per le forniture di energia.I dati. Nel 2004, con un numero di abitanti pari a 1.650.052, per quanto riguarda la produzione di rifiuti indifferenziati, sono stati prodotti 756.079.614 kg per anno da abitanti residenti, 75.241.822 kg da abitanti fluttuanti (legati al turismo) per un totale di 831.321.436 kg di rifiuti indifferenziati. La raccolta differenziata nel 2004 è stata pari a 46.862.048 kg; complessivamente, perciò, la produzione totale di rifiuti urbani è di 878.183.484 kg. La produzione pro capite da residenti nel 2004 si è attestata a 487 kg e la produzione totale pro capite, comprensiva dei fluttuanti, di 532 kg. A livello provinciale, Cagliari presenta la produzione pro capite più elevata (516 kg su base annua), mentre Nuoro la più bassa con valori intorno ai 400 kg annui per abitante.In generale, confrontando i dati degli ultimi anni, emerge che l’incremento della produzione dei rifiuti tra il 2003 e il 2004 è stata dell’ordine del 3% su base regionale, il valore più alto registrato nell’ultimo triennio. In termini assoluti, l’aumento del 2004 è di circa 26.500 tonnellate, di cui circa 12.000 ascrivibili ai rifiuti indifferenziati. L’aumento degli indifferenziati è principalmente a carico della sola Provincia di Cagliari. Nel 2004 si è registrata anche una diminuzione, rispetto al 2003, della produzione di rifiuti da popolazione fluttuante, per cui gli aumenti complessivi segnalati sono da considerarsi a carico della popolazione residente. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, il 94,5% dei Comuni ha attivata una qualche forma di raccolta differenziata, anche se solo relativa al ritiro di materiali ingombranti o ferrosi in genere.Confronto con il resto d’Italia. Confrontando la situazione della Sardegna con il panorama nazionale, la Regione risulta al terzo posto per ciò che riguarda l’incidenza dell’incenerimento dei rifiuti urbani (la media nazionale è al 9%; a livello regionale è superata dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, mentre è nello stesso ordine di grandezza del Friuli); è al penultimo posto nella raccolta differenziata (la media nazionale è del 21,5%; a livello regionale è seguita solo dal Molise); è leggermente al di sopra della media nazionale (51,7%) per l’incidenza della discarica e al di sotto della media nazionale (17,1%) per l’incidenza degli impianti di biostabilizzazione.a cura di Massimo Lavena(23 giugno 2006)