LIGURIA

Territorio e ambiente

Rifiuti: la situazione in Liguria

Il quadro. La Liguria presenta caratteristiche climatiche e geografiche diversificate che determinano la presenza di realtà territoriali e demografiche molto differenti tra loro. All’interno dei suoi confini, infatti, racchiude un’ampia zona costiera, ricca di comuni ad alta vocazione turistica, aree urbane, rappresentate dai quattro capoluoghi di provincia, aree a vocazione agricola e aree montane. Tali realtà influenzano la tipologia dei rifiuti urbani prodotti e quindi gli interventi necessari per risolvere le problematiche connesse alla gestione dei rifiuti.I dati. In base ai dati fino ad oggi disponibili e raccolti nella pubblicazione “Rapporto sui rifiuti urbani in Liguria”, edita nel 2004 dall’Arpal e dalla Regione Liguria, la media regionale della produzione pro capite nel 2002 si attestava intorno a 596 kg/abitante per anno, valore superiore alla media nazionale pari a 523 kg/abitante per anno ed imputabile essenzialmente alle fluttuazioni turistiche delle province di Imperia, La Spezia e Savona. Più della metà dei quantitativi di rifiuti urbani prodotti nell’intera regione sono invece attribuibili alla provincia di Genova. I dati relativi dal 1998 al 2004 indicano una crescita nel totale dei rifiuti passati da 857.414 del 1998 (primo anno di riferimento della pubblicazione) a 971.037 tonnellate del 2004. Scorporati per province, i dati indicano che la sola provincia di Genova produce 492.208 tonnellate all’anno a fronte delle 146.473 di Imperia, delle 136.764 de La Spezia e delle 195.592 di Savona.La raccolta differenziata. La percentuale di raccolta differenziata presenta negli stessi anni un progressivo aumento. Dal dato iniziale di 7,61% del 1998 è passata nel 2004 a circa il 16,93%. Tale percentuale risulta tuttora inferiore al 19,1% del dato nazionale. Un’analisi dei dati relativi alle frazioni merceologiche, raccolte in modo differenziato, evidenzia come in Liguria la carta/cartone ed il vetro, con un valore percentuale sul totale della raccolta differenziata pari, rispettivamente, a circa il 35% e il 21% nell’anno 2002, rappresentano le frazioni verso le quali sono più consolidate le iniziative di raccolta. È importante sottolineare come la raccolta dell’organico, che rappresenta la frazione quantitativamente più rilevante nel rifiuto urbano, non abbia avuto un adeguato sviluppo sebbene si possa osservare una crescita negli anni. La ragione di tale ritardo, probabilmente, è imputabile alle difficoltà oggettive che la raccolta di tale categoria merceologica comporta ed alle problematiche legate al riutilizzo del prodotto derivante dal processo di compostaggio, prodotto per il quale non è stato ancora correttamente sensibilizzato il mercato esistente. La raccolta differenziata è a tutt’oggi effettuata tramite le campane dislocate sul territorio e solo in alcune piccole realtà si sta sperimentando il sistema “porta a porta”. Dal punto di vista dei rifiuti urbani la Liguria è sostanzialmente autonoma nel senso che non è costretta a portare altrove i propri scarti.Le discariche. Per quanto riguarda il numero delle discariche la Liguria ne ha 16, così ripartite: 6 nella provincia di Genova, 2 in quella di Imperia, 4 a La Spezia e 4 a Savona. Attualmente nessun termovalorizzatore è presente sul suolo regionale. È in fase di studio un piano di realizzazione del primo impianto che dovrebbe sorgere nei pressi della più grande discarica di rifiuti del capoluogo ligure, sul monte di Scarpino alle spalle di Genova.Le leggi. L’assetto legislativo corrente si basa sul Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 17 del 29 febbraio 2000, che segue quanto proposto dal legislatore nell’art. 22 del d.lgs. 22/1997 improntando il sistema sul concetto di gestione integrata dei rifiuti. Le leggi quadro di riferimento sono la legge regionale n. 39 del 27/04/1995 con la quale è stata istituita l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure e la legge quadro regionale di riferimento n. 18 del 21/06/1999, “Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia”.a cura di Adriano Torti(23 giugno 2006)