ABRUZZO

Territorio e ambiente

Rifiuti: la situazione in Abruzzo

La legge. Sulla base del Decreto Ronchi n. 22/97 e successive modifiche ed integrazioni, la Regione Abruzzo ha promulgato, nell’ambito della disciplina della gestione dei rifiuti, la legge n. 83 del 28.04.2000, “Testo unico in materia di gestione dei rifiuti contenente l’approvazione del piano regionale dei rifiuti”.All’Arta (Agenzia regionale tutela ambiente) è affidato il compito primario di vigilanza e controllo inerenti il rispetto della normativa vigente da parte degli operatori coinvolti nella gestione dei rifiuti e il rilascio delle autorizzazioni necessarie per gli impianti di smaltimento, trattamento e recupero degli stessi. Presso la Direzione centrale dell’Arta è operativo il Catasto regionale dei rifiuti, che raccoglie i dati relativi alle quantità e qualità dei rifiuti prodotti, recuperati e smaltiti.I dati. Nel 2004 la produzione di rifiuti urbani in Abruzzo ammontava a circa 678mila tonnellate con un incremento rispetto al 2003 pari al 7,3%. Per i rifiuti speciali, si contano circa 1,3 milioni di tonnellate, con un incremento rispetto al 2002 del 24%. Lontano sembra il raggiungimento degli obiettivi minimi stabiliti dalla legge in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Il decreto Ronchi fissava al 35% nel 2003 la percentuale di raccolta. Nella Provincia di L’Aquila, si è arrivati al 9,7%; in quella di Teramo al 21,2%, mentre a Pescara all’11% e a Chieti al 17,8%. In totale l’Abruzzo si attesta al 14,9%, pari a circa 96 mila tonnellate, con un incremento rispetto al 2003 di 3 punti percentuali.La Provincia che produce più rifiuti per abitante è la provincia di Teramo. Nel 2004 il territorio teramano ha prodotto 574,61 kg di rifiuti solidi urbani (rsu) pro capite. Al secondo posto si posiziona Pescara con 518,87 kg pro capite, seguita da L’Aquila con 510,03 e Chieti che ha prodotto mediamente 499,19 kg di rifiuti solidi urbani a persona. Le discariche. Secondo i dati Arta, nel 2005 le discariche in Abruzzo sono 45 (24 nella provincia dell’Aquila, 9 a Teramo, 5 a Pescara e 7 a Chieti). Di queste nessuna è monodedicata ai rifiuti pericolosi, 37 raccolgono quelli non pericolosi e 8 quelli inerti. Delle 9 discariche in provincia di Teramo 5 sono quelle esaurite (Tortoreto, Mosciano Sant’Angelo, Teramo –al momento sotto sequestro-, Atri – sotto sequestro dal 10 gennaio -, Montorio al Vomano), 4 quelle in esercizio (Sant’Omero, Notaresco, Castellalto, Cellino Attanasio). Per quattro sono stati presentati e proposti dei possibili progetti di ampliamento (Teramo, Cellino, Atri, S. Omero).Dai dati appare evidente come la produzione di rsu stia crescendo anno dopo anno. Conservando questo trend, affermano gli esperti, la volumetria attuale disponibile in discarica sarà sufficiente, a livello regionale fino al 31 dicembre 2007. Occorre, però, ragionare a livello di Ato (ambito territoriale ottimale) cioè di Province. Scendendo nel dettaglio provinciale, le situazioni più critiche sono quelle delle province di Teramo e di L’Aquila nelle quali la volumetria residua nelle discariche è di gran lunga insufficiente alla produzione annuale di rifiuti.Abbondano discariche abusive grandi e piccole che raccolgono soprattutto vecchi elettrodomestici, scarti dell’edilizia, materiali ferrosi e sostanze chimiche di ogni genere che si disperdono nel terreno: oltre 800 sono i siti censiti dalla Regione che dovrebbero subire una prossima bonifica.I termovalorizzatori. Il 29 maggio, a Lanciano (Ch), è stato presentato un documento sull’emergenza rifiuti e sul piano regionale in discussione in consiglio, fortemente criticato da Legambiente, che prevede la costruzione di ben tre termovalorizzatori per una regione di appena 1.250.000 abitanti dispersi su un territorio di poco più di 10mila Km quadrati. Questi impianti dovrebbero servire per smaltire una parte consistente dei rifiuti prodotti in Abruzzo e che attualmente finiscono nelle discariche.a cura di Chiara Santomiero(23 giugno 2006)