CULTURA

Una rete europea

Dal X secolo 1200 siti cluniacensi parlano all’Europa di pace, cultura e coesione sociale

La rete dei siti cluniacensi è stata ufficialmente insignita del titolo di “Grande itinerario culturale europeo” in occasione di una cerimonia lo scorso 16 giugno a Cluny, in Francia. Con tale riconoscimento il Consiglio d’Europa, promotore dell’iniziativa, intende ricordare la grande influenza esercitata dall’ordine di Cluny che si riflette nella costruzione di 1200 edifici cluniacensi in Francia, Germania, Italia Spagna, Svizzera, Portogallo, Regno Unito e Belgio. L’abbazia benedettina ha promosso valori che restano attuali ancora oggi: pace, coesione sociale, arte e cultura. Il programma dei grandi itinerari culturali europei è nato nel 1987 con lo scopo di mostrare, in modo visibile che il patrimonio dei differenti Paesi europei costituisce un patrimonio culturale comune europeo. Il 17 e 18 giugno, in occasione della cerimonia per la consegna del diploma di “Grande itinerario culturale europeo”, si è riunita l’assemblea generale 2006 della Federazione dei siti cluniacensi. UNA GRANDE EREDITÀ… L’Abbazia di Cluny fu fondata nell’omonimo paese della Saône-et-Loire nel 909 dal duca di Aquitania e conte di Auvergne, Guglielmo I, il Pio, che la mise sotto la diretta autorità del Papa Sergio III. Nel corso dei secoli e fino alla sua soppressione durante la Rivoluzione francese, quando fu venduta ed usata come cava, ha esercitato una profonda influenza spirituale, artistica e politica grazie anche alla sua costellazione di dipendenze. Diversi sono stati i fattori che ne determinarono l’importanza. Innanzitutto l’indipendenza riguardo al potere temporale e spirituale, soggetta come era solo al Papa, poi la fedele aderenza ad una rinnovata Regola benedettina promossa da Benedetto d’Aniane, per non dimenticare la cultura, la preparazione e la personalità dei suoi primi abati, molti dei quali divennero anche uomini di stato, noti a livello internazionale. …DISPERSA IN CENTINAIA DI LUOGHI. Il monastero di Cluny differiva in due modi dagli altri centri e confederazioni benedettine: nella sua organizzazione e nella liturgia come forma di lavoro. A differenza, poi, di altri monasteri benedettini autonomi e al tempo stesso associati solo in maniera informale, Cluny creò una grande federazione in cui gli amministratori di sedi minori servivano come “delegati” dell’abate di Cluny e al quale rispondevano di tutto. Molti monasteri benedettini riconobbero Cluny come propria guida. E quando nel 1016 papa Benedetto VIII decretò che i privilegi di Cluny si estendessero anche alle sue sedi minori, ci fu un ulteriore incentivo per le comunità benedettine ad entrar a far parte dell’ordine cluniacense. Si stima che facevano parte dell’ordine di Cluny circa 10mila monaci ripartiti in 1200 monasteri. Nell’Europa frammentata del X ed XI secolo, la rete cluniacense portò lontano la sua influenza riformatrice, arrivando al risultato di una decisiva cristianizzazione del continente. Cluny era anche un ideale luogo di crescita e formazione per i prelati cattolici: quattro monaci di Cluny divennero papi (Gregorio VII, Urbano II, Pasquale II e Urbano V). LA FEDERAZIONE. La Federazione dei siti cluniacensi, nata nel 1994, riunisce oggi quei luoghi che sono legati alla tradizione dell’abbazia e che hanno contribuito allo sviluppo e all’irradiamento della stessa. Lo scopo è quello di promuoverne, a livello culturale e turistico, il patrimonio e la storia. Per sito cluniacense, si legge nel sito della Federazione (a target=’_blanck’ href=http://fsc.cluny.free.fr)http://fsc.cluny.free.fr) si intende un insieme di strutture o di luoghi, anche in rovina, che hanno intrattenuto delle relazioni con Cluny. Tra questi vanno citati i monasteri e priorati fondati direttamente da Cluny, quelli riformati dalla stessa abbazia e quelli che con essa avevano particolari e privilegiati legami. Attualmente ci sono otto itinerari tra Francia, Svizzera, Italia, Germania, Spagna e Inghilterra che permettono di scoprire le grandi zone dove grande fu l’influsso cluniacense. Otto proposte di escursione che hanno ottenuto la menzione di “Grande itinerario del Consiglio d’Europa”. Per ognuno di questi vengono forniti luoghi e personaggi di riferimento. Il 1° itinerario, per esempio, offre la riscoperta della Borgogna, culla dell’epoca cluniacense e di un personaggio emblematico del tempo, Sant’Ugo di Semur. Dalla Borgogna francese si passa alla Lombardia italiana dove nacquero molti monasteri cluniacensi (4° itinerario), per transitare nell’Aragona spagnola (7° itinerario) e giungere in Inghilterra (8° itinerario). si intende un insieme di strutture o di luoghi, anche in rovina, che hanno intrattenuto delle relazioni con Cluny. Tra questi vanno citati i monasteri e priorati fondati direttamente da Cluny, quelli riformati dalla stessa abbazia e quelli che con essa avevano particolari e privilegiati legami. Attualmente ci sono otto itinerari tra Francia, Svizzera, Italia, Germania, Spagna e Inghilterra che permettono di scoprire le grandi zone dove grande fu l’influsso cluniacense. Otto proposte di escursione che hanno ottenuto la menzione di “Grande itinerario del Consiglio d’Europa”. Per ognuno di questi vengono forniti luoghi e personaggi di riferimento. Il 1° itinerario, per esempio, offre la riscoperta della Borgogna, culla dell’epoca cluniacense e di un personaggio emblematico del tempo, Sant’Ugo di Semur. Dalla Borgogna francese si passa alla Lombardia italiana dove nacquero molti monasteri cluniacensi (4° itinerario), per transitare nell’Aragona spagnola (7° itinerario) e giungere in Inghilterra (8° itinerario). IL SIMBOLO. Si tratta di luoghi, persone e sentieri che attraversano l’Europa e che la Federazione ha voluto riunire sotto il simbolo di un “rosone” un elemento architettonico particolarmente in uso nello stile romanico. Formato da dieci petali che richiamano le dieci province dell’Ordine, ha una forma circolare che esprime l’idea di unità. All’interno due chiavi ed una spada, che ricordano San Pietro e San Paolo, sotto la cui protezione l’abbazia fu posta in origine.