DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre, sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”.
Appuntamenti “di popolo”. Un Convegno ecclesiale diocesano interamente dedicato al prossimo appuntamento scaligero. Succede ad Agrigento, dove domani, 29 giugno, al Palazzetto dello Sport di Favara si svolgerà la tappa conclusiva dell’itinerario diocesano verso Verona. A giugno 2007, dopo il Convegno ecclesiale di Verona, la Chiesa di Modena si riunirà per celebrare il suo Convegno diocesano, per raccogliere così a livello locale le indicazioni della Chiesa italiana. Lo ha annunciato mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonantola, al termine della “tre giorni” pastorale dove ha tracciato le linee di impegno per il 2006-2007. Tra queste, l’approfondimento dell’idea di “diocesanità”, a partire dalla consapevolezza che “il senso di appartenenza a una diocesi è accettato nella teoria e faticosamente calato nella pratica”.
Una verifica dei contributi di riflessione sui cinque ambiti della Traccia preparatoria: a farla è stata la diocesi di Como, chiamando a raccolta zone, parrocchie, gruppi, movimenti. Tra i temi affrontati, si legge su “Il Settimanale” (settimanale cattolico locale), la centralità della famiglia nella vita parrocchiale, il lavoro come testimonianza non soltanto “morale”, la fragilità vissuta come “povertà, fame, disabilità, disagio psichico, difficoltà giovanili”, le sfide della “cittadinanza civile” se la necessità di “un serio esame di coscienza” sull’utilizzo dei media come strumento di trasmissione della fede.
850 delegati, in rappresentanza delle parrocchie e degli altri soggetti ecclesiali: sono i “numeri” del Convegno della diocesi di Treviso, il cui tema è strettamente legato a quello di Verona: “La trasmissione della fede in Gesù Cristo, oggi”. “Leggere le situazioni della vita, anche quelle faticose, con occhi cristiani”. È il suggerimento di suor Viviana Tosatto, dalle colonne del settimanale diocesano, “La Vita del Popolo”. Per raggiungere questo obiettivo, raccomanda la religiosa, occorre che la Parola di Dio “sia compresa e tradotta nella vita di ogni giorno, attraverso relazioni vere, con una vita più povera, in scelte e atteggiamenti che siano moralmente chiari e cristiani”.
Riappropriarsi del sociale. “Riappropriarsi del sociale”, per “ricomporre la frammentazione politica”. È lo slogan che fa da sfondo alla pagina dedicata dal settimanale della diocesi di Lecce, “L’Ora del Salento”, al tema della cittadinanza, uno dei cinque ambiti di Verona. La strada scelta è quella del confronto-dialogo a più voci. “Molti di coloro che hanno impegni socio-politici – lamenta ad esempio Tonio Rollo, insegnante e presidente dell’Azione Cattolica diocesana – vengono fuori senza alcuna preparazione, senza alcun cammino formativo che permetta di avere uno sguardo sulla realtà delle cose e un cuore rivolto a valori che guidano il camino nella soluzione ai problemi”.
Una rilettura del tema della cittadinanza a partire dalla testimonianza del beato Alberto Marvelli. A proporla è il settimanale della diocesi di San Marino-Montefeltro, “Montefeltro”, con uno speciale su Verona in cui si citano tra l’altro le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nell’omelia della beatificazione di Alberto: “A voi laici – disse in quell’occasione papa Wojtyla – spetta di testimoniare la fede mediante le virtù che vi sono specifiche: la fedeltà e la tenerezza in famiglia, la competenza nel lavoro, la tenacia nel servire il bene comune, la solidarietà nelle relazioni sociali, la creatività nell’intraprendere opere utili all’evangelizzazione e alla promozione umana”.
La “terapia” della speranza. L’antefatto è la fragilità umana, quella che ci ha resi vulnerabili al peccato, “che genera l’odio, la guerra, la malattia”. La terapia è fatta di carità e giustizia, e della speranza, che in tante occasioni diventa la guida dell’uomo. È uno degli spunti dell’incontro sulla “fragilità”, promosso dalle diocesi di Nuoro e Lanusei in vista dell’appuntamento di Verona. Tra i fenomeni tipici del nostro tempo – riferisce “L’Ortobene”, il settimanale della diocesi di Nuoro – la crescita delle convivenze “more uxorio”, spesso conseguenza di esperienze matrimoniali fallite e la riduzione dei figli nelle coppie, mentre crescono di numero le famiglie “unipersonali”, soprattutto di anziane vedove. Ma non è meno rilevante la difficoltà tra i giovani di formarsi una nuova famiglia, causa la stessa instabilità del lavoro.
(27 giugno 2006)