DROGA

Non è un gioco

Ogni anno nei 25 Paesi Ue muoiono 8.000 persone

“I nostri sforzi si devono focalizzare soprattutto sui giovani”. Per questo occorre “coinvolgere e incoraggiare genitori e insegnanti a svolgere pienamente il loro ruolo”. KOFI ANNAN , segretario generale delle Nazioni Unite, ha colto l’occasione della Giornata internazionale contro le droghe (26 giugno) per insistere sugli aspetti “educativi” e di prevenzione nella battaglia contro la diffusione delle sostanze stupefacenti. ANCHE I BAMBINI. Non a caso il tema prescelto per la campagna mondiale 2006 è “Drugs are not child’s play” (le droghe non sono un gioco da ragazzi). L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Onu contro la droga e il crimine (Unodc), intende “sensibilizzare l’opinione pubblica sul potere distruttivo delle droghe e responsabilizzare la società affinché il benessere dei bambini sia sempre una priorità”. Secondo gli esperti di Unodc (sede a Vienna, uffici di coordinamento a Washington e Bruxelles oltre a 21 uffici regionali), “almeno 200 milioni di persone, cioè più del 5% della popolazione mondiale compresa fra i 15 e i 64 anni, hanno fatto uso di sostanze stupefacenti almeno una volta negli ultimi 12 mesi”. Ma “anche i bambini risultano inclini al consumo e al traffico illecito di droghe”; tra i soggetti più vulnerabili “vi sono i bambini di strada, che lavorano e vivono in condizioni disperate, i ragazzi e le ragazze che appartengono a famiglie di consumatori o trafficanti di stupefacenti”. Verso questi “minori a rischio” l’Onu chiede un impegno prioritario nella campagna 2006, esortando “gli adulti a proteggere i bambini”. CANNABIS, ANFETAMINE, ECSTASY. Dall’Ufficio Onu sulle droghe giungono comunque dati allarmanti. ANTONIO MARIA COSTA , direttore esecutivo di Unodoc, presentando a Washington il Rapporto 2006 sulla droga, ha affermato che “sono tre i punti deboli nella lotta contro gli stupefacenti: l’offerta di eroina in Afghanistan, la richiesta di cocaina in Europa e la generalizzata domanda/offerta di cannabis”. L’indagine mostra come siano in aumento il consumo di cocaina nei Paesi occidentali e la produzione di oppio in Afghanistan, dopo che nel 2005 si era registrato un decremento. “La domanda di cocaina nel vecchio continente sta raggiungendo livelli allarmanti”, ha affermato Costa, invitando i governi dell’Unione europea a “non ignorare il problema”. Lo stesso direttore di Unodoc ha quindi fornito alcuni numeri: “Nel 2004 circa 25 milioni di persone hanno usato, almeno una volta, delle anfetamine, 10 milioni hanno assunto ecstasy. 162 milioni hanno fatto uso di cannabis almeno una volta, l’equivalente al 4% della popolazione tra i 15-64 anni; e il consumo continua a crescere, anche perché viene considerata una droga leggera non dannosa. Ma sono sempre di più le prove che la cannabis può provocare serie malattie mentali”. Per contenere il fenomeno, Costa suggerisce iniziative volte “a ridurre sia la domanda che l’offerta di droga”. UE, PREVENZIONE E REPRESSIONE. “La strategia dell’Unione europea in materia di droga si fonda essenzialmente sulla ricerca di un equilibrio tra la prevenzione-educazione e le misure di repressione contro produttori e trafficanti”: FRANCO FRATTINI , vicepresidente della Commissione, incaricato dei settori giustizia, libertà e sicurezza, ha illustrato lo stesso 26 giugno l’impegno comunitario contro le droghe, accostando l’azione Onu. Nei 25 Stati membri “muoiono ogni anno per gli effetti delle sostanze stupefacenti 8mila persone, per la maggior parte giovani tra i 20 e i 30 anni. Inoltre, secondo le nostre stime, il numero totale dei decessi potrebbe essere tre volte superiore, tenendo conto delle morti legate agli effetti indiretti della tossicodipendenza, compresi l’Aids, lo spaccio, la violenza, i suicidi”. “L’equilibrio tra la salute e la repressione – ha aggiunto Frattini nel corso di una conferenza a Bruxelles, affiancato dai commissari Benita Ferrero-Waldner (relazioni esterne) e Markos Kyprianou (salute e protezione dei consumatori) – è il riflesso dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e la sicurezza pubblica” e in tal senso “è necessaria una cooperazione stretta con chi si occupa, nella società civile, di tossicodipendenza”. GIOVANI A RISCHIO. Del resto i dati resi noti a Bruxelles non sono meno preoccupanti di quelli forniti dall’Onu. Secondo l’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (Oedt), “fra i 3 e i 3,5 milioni di persone hanno fatto uso di cocaina l’anno scorso; fra queste, 1,5 milioni di soggetti sono da considerare utilizzatori regolari”. Inoltre “12 milioni di cittadini Ue consumano cannabis, di cui 3 milioni quotidianamente”. L’ecstasy, “prodotta in Europa, è oggi la seconda droga più diffusa dopo la cannabis” e “l’8% di giovani ne consuma regolarmente”. Occorre infine considerare “il mélange sistematico di droghe con alcol e medicine, un problema crescente e al quale è difficile porre rimedio”.