FRIULI VENEZIA GIULIA
Famiglia: una legge regionale tenta di sostenerla con qualche incertezza
La legge regionale “Interventi a sostegno della famiglia e della genitorialità” è stata approvata lo scorso 8 giugno dal Consiglio regionale. Da diversi anni si avvertiva l’esigenza di aggiornare le disposizioni riguardanti la famiglia, il cui riferimento finora era la legge regionale 49/1993, inadeguata ormai per predisporre politiche efficaci nella Regione. Secondo gli intendimenti dell’attuale maggioranza, la legge appena approvata trova la sua collocazione all’interno di un “sistema” di protezione e provvidenza sociale costituito da diversi provvedimenti legislativi e soprattutto la “Legge sul welfare” approvata il 2 marzo scorso.La legge risponde all’esigenza di introdurre degli strumenti per affrontare le difficoltà delle famiglie in Regione. In particolare si sottolinea un generale affanno nell’assolvere ai tradizionali compiti familiari in una moderna organizzazione della società che da un lato investe le famiglie con compiti di cura e dall’altro sottrae loro risorse in termini di tempo, reddito e impegno. L’intervento più innovativo è l’introduzione della “Carta famiglia”, che permetterà alle famiglie di ottenere degli sconti tariffari su un largo ventaglio di servizi, in proporzione al reddito ed al numero di figli. Oltre agli interventi a favore delle famiglie a rischio povertà, tra le novità si segnalano tre interventi per il miglioramento della qualità della vita nei centri urbani: le banche del tempo, i piani territoriali degli orari. Un intero capitolo è quindi dedicato all’associazionismo familiare.Principio di sussidiarietà. In Friuli si sta esaurendo la propria risorsa principale, quella costituita dal capitale sociale della famiglia. Di questo è convinto il presidente del Forum regionale delle associazioni familiari, Franco Trevisan. Il principio di sussidiarietà, che dovrebbe essere “l’anima di una buona legge per la famiglia”, è un obiettivo del Forum, purtroppo non recepito dai legislatori. Anche “il riconoscimento della famiglia riportato nella legge con il richiamo dell’articolo 29 della Costituzione viene azzerato da pari riconoscimento di altre formazioni sociali e di quelle riconducibili a non chiari trattati internazionali”.Prima dei contenuti va, quindi, evidenziato che “questa legge è genericamente per tutti e non per la famiglia, per cui la discrimina ignorandone la storia”. Per Trevisan, “la titolazione e gli obiettivi fissati richiamano appunto la famiglia e la genitorialità, ma non c’è famiglia che non abbia incluso in sé il compito della procreazione, dell’educare i figli e farli crescere, per cui la distinzione appare inopportuna; ne esce una famiglia da accettare o ignorare secondo le funzioni che le si vogliono riconoscere. Nel predisporre la legge il concetto di genitorialità è stato più volte richiamato per evitare diversità di trattamento per i figli nati fuori dal matrimonio, ma questa motivazione è gratuita oltre che incostituzionale, mentre è chiaro che la genitorialità ha parificato tutti i genitori ben oltre il diritto dei figli. Essere genitori. Nella legge il Forum considera positivo “l’articolo 8 che prevede aiuti per far superare quelle difficoltà economiche che a volte conducono al rifiuto della gravidanza e, nondimeno, l’articolo 10 con l’istituzione della Carta famiglia, cioè con la possibilità di agevolazioni tariffarie e riduzioni di imposte che dovrebbero ridurre i costi di mantenimento dei figli. Questi aiuti possono certamente aiutare a superare delle difficoltà, ma il vero problema della natalità è diverso e nasce dal predisporsi a formare una famiglia, per accogliere come dono i figli. Non si scrive il futuro di una società con genitorialità d’occasione; il superamento della denatalità potrà avvenire esclusivamente tramite famiglie che si caratterizzano per la loro generosità nell’accogliere la vita e in questo la risposta è marginale.Tra i provvedimenti più significativi della legge, Trevisan cita la “Commissione famiglia”, con il cui funzionamento “il governo regionale potrà meglio capire le esigenze e le proposte delle famiglie, per cui la volontà politica di operare in favore delle famiglie si troverà facilitata. A parere nostro i compiti indicati sono piuttosto limitati, ma molto dipenderà dalla volontà e capacità dei componenti. Un altro punto che merita il nostro apprezzamento è costituito dalle facilitazioni espresse in materia di affido e adozione, che potrà contribuire a superare molte delle difficoltà attuali”. Il Forum non condivide, invece, le disposizioni sui consultori in quanto risentono di una impostazione passiva, più da pronto soccorso che di centro propulsore a sostegno delle famiglie. Con questo intervento troviamo addirittura l’esautorazione dei genitori su questioni di educazione sessuale dei figli minori contribuendo attivamente alla diseducazione del rispetto della vita e della sua accoglienza, nonché del suo stesso rifiuto”.a cura di Tiziana Melloni(05 luglio 2006)