Benedetto XVI ha ricevuto, il 29 giugno, in udienza la Delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, presente a Roma per la festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La Delegazione era presieduta da Ioannis (Zizioulas), metropolita di Pergamo, co-presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra cattolici e ortodossi, e composta anche da Kallistos (Timothy Ware), vescovo di Diokleia, assistente dell’arcivescovo di Thyateira e Gran Bretagna, e dall’archimandrita Dionysius Papavasileiou. “Il fatto che la festa dei Santi Pietro e Paolo sia celebrata nello stesso giorno dai cattolici e dagli ortodossi – ha detto il Papa – evoca la condivisa successione apostolica e la fraternità ecclesiale. Mi piace qui ricordare come l’innografia bizantina attribuisca a San Pietro un titolo denso di significato, quello di protocorifeo, il primo che nel coro ha il compito di mantenere l’armonia delle voci, per la gloria a Dio e al servizio degli uomini. Sono pertanto grato a voi che siete venuti ad unire la vostra preghiera alla nostra, animati dal comune impegno di continuare il cammino che ci conduce alla progressiva eliminazione di ogni stonatura nel coro dell’unica Chiesa di Cristo”. Il Papa ha, quindi, ricordato che “in futuro ci saranno importanti occasioni di incontro e di dialogo fraterno”, come la sessione plenaria della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico fra ortodossi e cattolici, che si svolgerà a Belgrado, a settembre, grazie all’accoglienza offerta dal Patriarcato ortodosso serbo. “Il dialogo riprende così la sua strada con una nuova tappa”, ha aggiunto Benedetto XVI, che ha anche espresso il desiderio “di poter realizzare un pellegrinaggio apostolico in Turchia, Paese di antica e ricca cultura, Paese nobile in cui vissero molti Santi Padri della nostra tradizione ecclesiale, teologica e spirituale” e di ricambiare, così, le “gradite visite” a Roma del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. “Sono certo che questo reciproco scambio – ha concluso il Santo Padre – rafforzerà la fraternità ecclesiale e faciliterà la collaborazione nelle nostre iniziative comuni”.