Delle iniziative della Chiesa croata per permettere “una conoscenza più profonda di Gesù Cristo” ha parlato, il 6 luglio, Benedetto XVI nell’incontro con i vescovi della Croazia in visita ad limina. Attraverso i colloqui con i pastori, il Papa ha potuto conoscere meglio “i risultati positivi e le speranze come anche le difficoltà e le inquietudini delle diocesi” croate. Tra i progetti pastorali, il Papa considera “particolarmente importanti” le “iniziative per una solida preparazione ai Sacramenti e per una partecipazione conveniente alla liturgia”. Bene anche “l’impegno per la formazione religiosa e per una catechesi di qualità, sia nelle scuole sia nelle parrocchie”, “la cura per le devozioni tradizionali e per i frequenti pellegrinaggi, specialmente ai santuari mariani”. Il Pontefice ha ricordato anche ai vescovi croati, guidati dal card. Josip Bozanic, presidente della Conferenza episcopale croata, la necessità di “un annunzio instancabile dei valori evangelici”, affinché i fedeli possano evitare alcune “insidie delle odierne correnti culturali quali la secolarizzazione e il relativismo”. Non dimenticando che la Croazia “risente ancora delle conseguenze del recente conflitto”, Benedetto XVI ha incoraggiato i vescovi a dare “una testimonianza credibile”, a seguire “con cura particolare la formazione dei sacerdoti”, a promuovere “le vocazioni sacerdotali”, a vegliare “attentamente sui seminaristi”, “a guidare nell’amore e in spirito di reciproca collaborazione le comunità religiose e i movimenti, sia di vita consacrata che laici”, “a promuovere nelle famiglie l’amore fedele, l’armonia e la preghiera quotidiana, incoraggiandole ad una generosa apertura alla vita”.