PRIMA PAGINA
L’Unione europea intende dichiarare il 2008 “Anno del dialogo interculturale”. Le istituzioni dell’Ue stanno gettando le basi dell’iniziativa: la proposta della Commissione Europea è stata deliberata e votata dal Parlamento europeo. La decisione finale relativa al lancio e allo stanziamento dei fondi sarà presa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.La Commissione e il Parlamento auspicano un “Anno del dialogo interculturale” articolato attorno a quattro tipi di azioni: avvenimenti europei, iniziative nazionali e regionali, campagne di informazione e consultazioni con la società civile. Contrariamente alle precedenti iniziative dello stesso genere, il numero di azioni previste a livello dell’Ue è limitato. Tutti gli sforzi sono infatti concentrati sull’aumento della creatività delle comunità locali, incoraggiando i cittadini a intraprendere azioni di propria iniziativa e a livello locale.La proposta originaria della Commissione non faceva menzione della dimensione religiosa del dialogo interculturale. Si era detto che il termine “interculturale” era abbastanza esteso da coprire tutti gli aspetti della vita. Tuttavia, gli emendamenti proposti dalla Commissione Cultura e Istruzione sono arrivati a questo punto. Pertanto, nel progetto di proposta si specifica che lo scopo dell'”Anno del dialogo interculturale” è quello di contribuire ad attrarre l’attenzione dei cittadini dell’Ue sull’importanza del dialogo interculturale e interreligioso nella vita di tutti i giorni e a promuovere il dialogo interculturale tra i diversi gruppi religiosi e culturali degli Stati membri. A tal fine, i membri della Commissione hanno evidenziato la necessità di una collaborazione strutturata con gli attori della società civile e soprattutto con le organizzazioni che si occupano della promozione del dialogo interreligioso. Essi hanno inoltre insistito per accogliere nel Forum Interculturale di chiusura anche rappresentanti della società civile, responsabili politici e rappresentanti delle varie religioni. Hanno anche proposto un incontro interreligioso dei rappresentanti delle Chiese e delle comunità religiose.Si tratta di progressi entusiasmanti. Le iniziative locali possono contribuire in maniera significativa al processo di integrazione europea e alla promozione di una cittadinanza europea attiva. Inoltre gli sforzi creativi mirati a consolidare la comprensione e il rispetto interculturale e interreligioso sono essenziali nel contesto dei flussi migratori crescenti e della necessità urgente di rafforzare l’integrazione all’interno delle nostre società. Se i poteri pubblici devono cominciare a ridurre le difficoltà legate all’integrazione o all’eccessiva semplificazione delle differenze religiose e culturali, le Chiese e le comunità religiose devono, da parte loro, ugualmente promuovere in modo attivo la comprensione e l’incontro interreligioso. Nella nostra Europa multiculturale e multireligiosa, un’educazione religiosa approfondita è una premessa fondamentale per una coesistenza pacifica, rispettosa e dinamica e per un apprezzamento pertinente della diversità.