Celebrare il “ringraziamento” per i 15 anni dalla “ripresa” dell’attività pubblica della parrocchie greco-cattoliche in Bielorussia, e ricordare anche i “testimoni della fede” che hanno dato la vita, nel corso dei secoli, per l’annuncio del cristianesimo in terra bielorussa: sono i due motivi centrali del “XII Pellegrinaggio annuale dei Greco-cattolici bielorussi” da Vitebsk a Polatsk, in corso in questi giorni sul tema “Rimanete saldi nella fede”. Come spiega il Visitatore Apostolico archimandrita Siarhiej Gajek, le giornate del percorso tematico sono scandite sulla famiglia come ambiente della fede (primo giorno), sull’annuncio (secondo giorno), sui luoghi della comunità (terzo giorno), sul ricordo dei defunti e delle vittime delle persecuzioni (sabato 15 luglio). Domenica 16, giornata conclusiva, la celebrazione prevede l’intervento del nunzio mons. Martin Vidovic e dello stesso p. Gajek. La Bielorussia annovera una lunga schiera di martiri e testimoni. Tra di loro i santi Principi Boris e Gleb, chiamati “strastoterpcy” (martirizzati nel 1015), “Patroni celesti”, vari santi e sante monache e vescovi, il Beato Mikalaj Charniecki che fu Visitatore Apostolico per i cattolici bizantini nel primo dopoguerra, morto a Lviv nelle carceri sovietiche nel 1959, beatificato da Giovanni Paolo II nel 2001. Un’altra figura di rilievo è padre Anton Niemancevich, che fu Esarca – amministratore apostolico confermato da Pio XII nel 1941 e morto nella prigione nazista a Minsk nel 1943. Infine sono stati avviati a Mosca i processi di beatificazione dei Servi di Dio gli archimandriti Fabian Abrantovich, e Andrei Cikota, (morto nel 1952), entrambi mort, nel 1946 e 1952, nelle prigioni staliniani per la fedeltà al Papa. Verrà anche ricordato il ministero ecumenico del vescovo Ceslau Sipovich (morto nel 1981) che fu un pastore che si impegnò molto per il risveglio religioso, nazionale e culturale dei suoi connazionali.