CONSIGLIO D'EUROPA

Educare alla cittadinanza

All’Università estiva del CdE si è parlato di democrazia e partecipazione

Una democrazia che “si costruisce dal basso”, con “la partecipazione e l’impegno” dei cittadini. I 500 iscritti alla Università estiva per la democrazia, organizzata dal Consiglio d’Europa e svoltasi dal 10 al 14 luglio a Strasburgo, hanno ascoltato con attenzione il discorso inaugurale del segretario generale dell’istituzione, l’inglese TERRY DAVIS . Una settimana intensa, quella vissuta al Palais de l’Europe, dove erano convenuti i partecipanti alle “scuole di politica” promosse dallo stesso CdE in numerosi Paesi dell’Est. DEMOCRAZIA ALLA PROVA. Il programma dell’Università estiva prevedeva relazioni di personalità politiche e del mondo della cultura, seguite da seminari fra i partecipanti, scambi di esperienze e visite di studio ad alcune istituzioni locali. La lezione introduttiva è stata affidata a SERGUEI STANISHEV , primo ministro bulgaro. Tre i temi principali posti in discussione: “Le nuove sfide per la democrazia e i diritti dell’uomo oggi in Europa”; “i progetti europei: presente e futuro dell’azione comune”; “indirizzare l’azione pubblica e il buon governo”. Nel corso dei lavori è stata definita una Dichiarazione finale con l’intento di condensare i temi affrontati: il rapporto tra cittadini e istituzioni, la formazione sociale e politica fra i giovani, il “progetto europeo”, la governance. Nel suo intervento, Terry Davis ha esortato i partecipanti a dedicarsi anche alla questione delle pari opportunità, sostenendo che “le donne sono gravemente sottorappresentate nelle cariche politiche”. Per MAUD DE BOER-BUQUICCHIO , olandese, vice segretario CdE, “le istituzioni devono reagire ai cambiamenti e adattarsi” alle nuove sfide “provenienti dalla globalizzazione, dalla diversificazione culturale”, dalle novità sul piano demografico ed economico. Al termine della settimana, si è svolta una cerimonia con la partecipazione del sindaco di Strasburgo, Fabienne Keller, e del premio Nobel per la pace, John Hume. LE SCUOLE NELL’EST EUROPEO. L’Università estiva di Strasburgo ha fra l’altro fornito l’opportunità per uno scambio di conoscenze fra le scuole di studi politici promosse, dopo la caduta del Muro di Berlino, dallo stesso Consiglio d’Europa. La prima era stata creata a Mosca nel 1992, con lo scopo di “formare la nuova generazione di responsabili politici, economici, sociali e culturali” della democrazia che sarebbe nata sulle ceneri dell’Unione Sovietica. Nel programma della scuola appaiono una serie di seminari e di conferenze annuali su temi quali l’integrazione europea, la democrazia, i diritti umani, lo stato di diritto, la mondializzazione. Attualmente le scuole targate CdE sono presenti in Russia, Ucraina, Georgia, Armenia, Moldavia, Romania, Bulgaria, Serbia, Kosovo, Macedonia e Croazia. Dal 2004 sono stati avviati corsi in altre tre realtà: Albania, Azerbaigian e Bosnia-Erzegovina. INVESTIMENTO PER IL FUTURO. L’idea che regge questa iniziativa è esplicitata dai responsabili del Consiglio d’Europa: “L’educazione alla cittadinanza è un investimento per il futuro democratico del continente. In un’epoca dove i giovani disertano i seggi elettorali e la vita pubblica e politica, è urgente porsi la questione dell’educazione alla cittadinanza democratica”. Incontri, dibattiti, corsi promossi nell’ambito di tali scuole, vorrebbero “sostenere i valori europei” e “far emergere una nuova generazione di dirigenti pubblici”. Le scuole offrono a giovani quadri e a responsabili di ogni livello (giuristi, giornalisti, economisti, ricercatori sociali) “formazioni complementari nell’ambito della democrazia pluralista, dei diritti dell’uomo e dello stato di diritto”. In genere le scuole si sviluppano in cicli di seminari (spesso della durata di una settimana) e sfociano nell’Università estiva, che si tiene a Strasburgo. Uno dei vanti del CdE riguarda il fatto che “tra gli ex partecipanti si trovano già ministri, segretari di Stato, deputati”, amministratori locali e diplomatici. DA MOSCA A PRISTINA. La “Scuola studi politici di Mosca”, diretta da LENA NEMIROVSKAYA , è la più consolidata tra queste esperienze. In quasi quindici anni di attività “ha accolto circa seimila partecipanti provenienti da varie regioni della Federazione russa e dai paesi vicini come Armenia, Bielorussia, Stati Baltici, Georgia, Ucraina”. “I suoi metodi di insegnamento favoriscono l’apertura mentale piuttosto che l’imposizione di soluzioni prestabilite”. Il Consiglio d’Europa fornisce “un supporto tecnico” e il modello-Mosca “è servito da esempio per istituire la rete di scuole politiche nel Sud-Est europeo”. Invece la scuola di Pristina, in Kosovo, sorta nel 2003, intende svolgere “un importante ruolo nella riconciliazione delle diverse comunità della regione”, ancora segnata da conflitti e divisioni.