AUSTRIA

Un rapporto fecondo

I diritti umani tra religione e Stato

La libertà di religione: diritto fondamentale o frutto dello Stato di diritto secolare? Alla domanda ha cercato di rispondere l’ottava edizione della Ökumenische Sommerakademie, svoltasi dal 12 al 14 luglio a Kremsmünster. Numerosi i relatori dei vari aspetti del tema: il sociologo islamico FUAD KANDIL ha parlato della dignità dell’essere umano nell’Islam; la posizione dal punto di vista ebraico è stata illustrata dallo studioso di Francoforte MICHA BRUMLIK . Il rapporto tra dignità umana e immagine cristiana dell’essere umano è stato affrontato tra gli altri dal dogmatico di Salisburgo HANS-JOACHIM SANDER . Il rapporto tra religioni e diritti umani è stato analizzato anche da un punto di vista giuridico ed etico-sociale. L’incontro si è concluso con una discussione con rappresentanti di diverse Chiese cristiane: il metropolita greco-ortodosso MICHAEL STAIKOS , il sovrintendente della Chiesa evangelica nell’Austria superiore, GEROLD LEHNER e il vicario generale della diocesi di Linz, SEVERIN LEDERHILGER . L’incontro ecumenico è stato organizzato dall’emittente austriaca Orf, dal Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria, dall’università privata di teologia cattolica di Linz, dal quotidiano di Linz “Linzer Kirchenzeitung”, dall’opera evangelica Evangelische Bildungswerk Oberösterreich, dallo Stift Kremsmünster e dal Land Austria superiore. LA VITA, DONO DI DIO. Il vescovo della diocesi di Linz, mons. LUDWIG SCHWARZ , ha sottolineato che “nonostante tutti i progressi in campo medico e tecnico, l’uomo deve riconoscere di non poter disporre in ultima analisi della propria vita”, che è invece “un dono di Dio”. Schwarz si è detto “scettico su tutte le guerre condotte apparentemente per proteggere diritti umani. Nello sfondo vi è piuttosto l’interesse nel petrolio e nelle ricchezze del sottosuolo. Pertanto, nelle democrazie occidentali si impone ancora di più l’impegno per il rispetto dei diritti umani”, poiché “se riconosciamo le nostre carenze, il nostro impegno a favore dei diritti umani diventa credibile anche per gli altri”. Il vescovo evangelico HERWIG STURM , presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria (ÖRKÖ), ha menzionato le grandi sfide per le Chiese: “Temi quali l’immigrazione e l’integrazione, l’asilo, l’accoglienza nei confronti degli stranieri sono più che mai attuali. L’Europa cambia e ciò comporta anche grosse sfide e opportunità. Specialmente in una società che si è abituata al secolarismo, posizioni non secolarizzate, quali quella dell’Islam rappresentano un impegno particolare”. Sturm ha invitato i presenti a partecipare alla terza assemblea ecumenica europea, prevista a Sibiu in Romania nel settembre 2007. VITTIME E CARNEFICI. SANDER ha messo in guardia dalla diverse forme di abuso di potere che comportano sempre una violazione della dignità umana. “Il potere di uno aumenta con la debolezza dell’altro”, ha affermato, portando ad esempio le immagini delle sevizie commesse dai soldati americani in Iraq e i video delle decapitazioni degli ostaggi da parte di fanatici di fede islamica. Secondo Sander, “poiché in ogni cultura esistono vittime e carnefici, i diritti umani valgono per tutte le culture. Chi viola la dignità umana rappresenta una sfida per l’umanità umana”, in quanto instaura “una politica definita solo dal potere e dalla violenza”. Sander ritiene che contro gli attacchi alla dignità umana non ha senso rispondere con la violenza, “poiché chi usa questo potere viene svergognato dalle vittime e dalla loro debolezza: “Rendendo di dominio pubblico la debolezza di chi subisce, la vittima diventa autorità. Diventa un oggetto simbolo per la dignità umana di tutti”. Così, Gesù è il salvatore dell’umanità: “Perciò la fede cristiana nella realtà storica di questo salvatore rappresenta una speranza per l’umanità e può essere aperta alla promozione dei diritti umani”. PARI DIRITTI PER TUTTI. Secondo HEINER BIELEFELDT , direttore dell’Istituto tedesco per i diritti umani, “uno Stato obbligato nei confronti dei diritti umani non può limitarsi a consentire la libertà religiosa e ideologica ma è tenuto a garantire attivamente le loro possibilità di espressione secondo il criterio della parità di diritti”, senza identificarsi con una particolare religione. Sull’opinione diffusa secondo cui l’Islam non sarebbe compatibile con le società democratiche occidentali vincolate al rispetto dei diritti umani, Bielefeldt ha ricordato che “lo Stato secolare è nato in Occidente ma non si può parlare di un modello esclusivamente occidentale” e che il concetto di libertà religiosa trae le sue origini nell’Illuminismo. Da parte sua, l’esperto di diritto internazionale HERIBERT KÖCK ha affermato che “l’esperienza europea dimostra che un rapporto fecondo tra religione e Stato in considerazione dei diritti umani è possibile. Molto diversa è la situazione per quanto riguarda l’Islam”, ha aggiunto, ricordando la libertà religiosa limitata negli Stati islamici, dovuta a suo parere all’assenza di un movimento paragonabile all’Illuminismo.