Coinvolti nella storia

AGGREGAZIONI LAICALI

Riflettere sul proprio carisma associativo o religioso, collegarlo con i cammini preparatori indicati dalla Chiesa nazionale, individuare percorsi nuovi di presenza: è il lavoro che stanno compiendo, in questo periodo, numerose aggregazioni cattoliche, laicali o religiose, verso Verona 2006.

Non un “vago sentimento”. “Riconoscere Gesù risorto e ascoltarlo presente nei segni dei tempi. Renderlo vivo nella comunità credente. Generandolo nel dinamismo della speranza”: sono le tre “chiavi” – come le ha definite Mario Berti della presidenza del Servizio di animazione comunitaria (Movimento per un Mondo Migliore) – con le quali meditare e prepararsi al Convegno ecclesiale decennale di Verona. “La speranza cristiana non è il semplice ottimismo naturale – afferma Berti – ma l’aprirsi al futuro assoluto e trascendente, riconosciuto come dono che viene da Dio, e che quindi non può essere conquistato, ma solo accolto. Sperare è credere alle promesse di Dio e alla sua fedeltà, per la quale Egli porta a compimento tutto quanto ha promesso e ha già iniziato in noi, facendoci suoi figli, sua dimora e suo tempio”.

Un tale contenuto di “speranza” trascendente non fa a meno del dato storico. Anzi, secondo il Servizio di animazione comunitaria, implica “la speranza come profezia, ossia capacità di scorgere, nella storia degli uomini, i germi di vita e di morte, le vie della risurrezione, i punti nodali o critici in cui bene e male si scontrano”. C’è poi un terzo elemento di concretezza nella vita cristiana: “La speranza come impegno per una Chiesa-comunione e comunità. La speranza non è mai un vago sentimento, né astrazione. La Chiesa che riconosce di essere pellegrina, di essere in fieri, cioè, di essere sì comunione con Dio e comunione tra i figli di Dio, ma nel limite di un tempo e di uno spazio, vive costantemente rinnovandosi e costruendosi, verso traguardi ulteriori di comunione e comunità”. In questa visione che è teologico-pastorale, secondo il movimento occorre “discernere i segni di Dio e quelli del maligno che sono presenti nei dinamismi storici”. Quindi, avere una capacità di comprensione e di “confronto con questi segni” perché l’azione della Chiesa stessa sia coerente con il Vangelo, visibile e comprensibile agli uomini.

Storicamente coinvolti. La preparazione al Convegno di Verona per l’Ordine Francescano Secolare ha comportato- spiega Rosa Galimberti, ministra nazionale dell’Ofs – una serie di iniziative, tutte incentrate su “una ampia riflessione a livello nazionale, sollecitando le circa 2.000 Fraternità, che costituiscono le 20 Fraternità regionali a un discernimento sul tema trainante del prossimo Convegno ecclesiale, secondo la traccia indicata nei cinque ambiti: vita affettiva, lavoro e festa, fragilità, tradizione, cittadinanza”.

L’Ofs ha cioè dato vita, nei convegni nazionali (missionario, sociopolitico e altri), a una profonda revisione delle posizioni riguardo ai temi proposti, rivalutando pure l’impegno per il futuro in direzione del percorso indicato dalla Chiesa: “La nostra specifica identità ecclesiale ci chiama a dare segni di speranza proprio a partire dagli stessi ambiti, vissuti e approfonditi secondo il nostro particolare carisma e con essi contribuire agli sforzi e al cammino di tutta la Chiesa. Siamo consapevoli che l’impegno e la presenza dei laici nel mondo sia oggi indispensabile e poiché già S.Francesco ebbe questa intuizione pensando al Terz’Ordine, noi ci sentiamo storicamente coinvolti oggi in questo impegno e in questa eredità”. L’Ofs partecipa alle attività della Cnal (Consulta nazionale delle aggregazioni laicali). Dice a questo riguardo la ministra: “La nostra consacrazione laicale, ci indica un percorso particolare attraverso la fraternità e il servizio che rinnoviamo devotamente alla Chiesa locale e universale”.

Abitare il nostro tempo. Un’apposita preghiera in preparazione al Convegno ecclesiale di Verona 2006, una meditazione del vescovo di Verona mons. Flavio Roberto Carraro verso tale appuntamento quale spunto di base e uno scritto del superiore provinciale padre Manuel Barbiero in occasione dei 150 anni di presenza in Italia della Congregazione del Ss.Sacramento: sono le tappe che i “Sacramentini” si sono dati, riflettendo a partire dal loro carisma eucaristico sul percorso preparato dalla Chiesa italiana per il convegno. I religiosi oggi puntano sulla formazione permanente, sulla pastorale vocazionale, sul rapporto con i laici anche incentivando “il dialogo con i movimenti e le associazioni”. Un percorso di concretezza e di apertura al territorio “per imparare ad abitare il nostro tempo e la nostra storia”, dice padre Barbiero. La preghiera per Verona va in questa direzione “concreta”: dice, infatti, “nel tuo grande amore, rendici testimoni di speranza”.

(28 luglio 2006)