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Pubblichiamo questa nota mentre le tre grandi religioni sono poste drammaticamente a confronto dal conflitto in corso in Medio Oriente. Una tragedia che interroga anche l’Europa. Il 12 luglio 2005, José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha incontrato i responsabili delle chiese e i leader religiosi per un dialogo sulle questioni europee. Quasi un anno dopo, il presidente in carica del Consiglio europeo, Wolfgang Schüssel, ha organizzato un incontro analogo con Barroso. La Commissione e il Consiglio hanno quindi unito le proprie forze lo scorso 30 maggio per lanciare per la prima volta una nuova tappa del dialogo già istituito tra chiese, religioni e istituzioni dell’Unione europea. I partecipanti sono stati invitati ad approfondire la questione delle relazioni tra libertà d’espressione, libertà religiosa e rispetto della diversità culturale e religiosa dei propri concittadini nella società multiculturale europea. Il presidente Barroso era accompagnato dai commissari Figel, Frattini e Spidla. Nella sua introduzione, Barroso ha invitato i partecipanti ad uno scambio di idee in un clima di franchezza. Da parte sua, Schüssel ha sottolineato l’importanza di un dialogo tra leader politici e religiosi per la società. Ha ricordato l’affermazione di J. Habermas, secondo la quale le religioni contribuiscono a plasmare le regole e sono quindi fattori di coesione nella società laica. Ha anche evocato con perspicacia gli effetti negativi suscitati dalla paura nella politica e nella società contemporanea. La fede religiosa, ha indicato, può contribuire a nutrire l’impegno a costruire con fermezza un futuro che abbia senso di fronte ai timori esistenziali dei cittadini.La presenza e il contributo dei quindici partecipanti oltre che del Dalai Lama hanno manifestato in maniera sorprendente la solidarietà tra i vari leader religiosi nel contesto delle questioni calde che impegnano la società europea, esprimendo anche solidarietà con i leader politici europei nella loro preoccupazione di consolidamento dell’Europa dei valori. È stata affrontata una vasta gamma di argomenti, come il dibattito sui valori, il processo costituzionale, gli obiettivi del millennio e la politica di sviluppo dell’Unione, la possibilità di un Islam europeo, il metodo e l’oggetto del dialogo tra le chiese, le religioni e l’Unione europea. È stato motivo di grande ispirazione sentire il Dalai Lama esprimere nei propri interventi un’ammirazione profonda per il progetto europeo, una nuova realtà edificata dalle nazioni e dai popoli europei, un’espressione di maturità politica dalle potenzialità immense. Bisognerebbe che un maggior numero di europei condividesse questo punto di vista politico e spirituale!La vasta gamma di argomenti evocati riflette il contributo concreto offerto dalle Chiese e dalle comunità di fede al tessuto della società europea. I rappresentanti religiosi e politici possono certamente collaborare in maniera più stretta per mettere a punto una metodologia più idonea a questo particolare dialogo. È possibile apportare dei miglioramenti in settori quali la determinazione comune dell’ordine del giorno, una maggiore concentrazione sulle questioni politiche europee e uno scambio di opinioni più diretto tra rappresentanti politici e religiosi. Il contesto specifico di questo dialogo, cioè le politiche dell’Unione europea, imporrà ai rappresentanti delle Chiese e ai leader religiosi di affinarne il contenuto e lo stile per poter rispondere in modo più completo alle preoccupazioni dei politici incaricati di prendere decisioni per l’insieme dei cittadini.