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Quello che segue non è solo un racconto per l’estate. A fronte della guerra in Medio Oriente e in molte altre aree nel mondo, la riflessione del vescovo di Gap (Francia) indica la strada maestra verso la pace: il riconoscimento del volto dell’altro, dell’avversario, del nemico. Con un richiamo in più per gli uomini e le donne delle tre grandi religioni monoteiste. Un amico, di passaggio sulle Hautes-Alpes, soggiornava da qualche giorno in un paesino e il vecchio saggio con il quale chiacchierava gli indicò due uomini e disse: “Vede quei due, laggiù? Sono dei veri amici, ma non è sempre stato così. Sono vicini di casa. Una volta dedicavano la maggior parte del tempo ad accapigliarsi. Sempre qualche buon motivo per litigare. La vita diventava insopportabile per l’uno come per l’altro ma anche per tutti noi, nella nostra piccola comunità”. Un giorno, alcuni anziani dissero a uno di loro: “C’è una soluzione possibile. Ora che abbiamo provato di tutto per farvi fare pace, devi andare in cerca di Dio. – Volentieri, dice l’altro, ma dove? – Basta che tu salga in alto sulla montagna e là, vicino al cielo e alle nuvole, lo vedrai”.L’uomo partì con qualche esitazione alla ricerca di Dio. Dopo vari giorni di ascensione e di fatica, eccolo davanti a Dio che l’attendeva. Che sorpresa! Poteva pure sfregarsi gli occhi quanto voleva ma non c’erano dubbi: ben lungi da tutto ciò che avrebbe potuto immaginare, Dio assomigliava stranamente al suo vicino di casa.Ciò che Dio gli disse allora, nessuno lo seppe mai. In ogni caso, tornò al Paese completamente cambiato. Nonostante la sua gentilezza, il suo desiderio di fare la pace con il vicino di casa, andava sempre tutto male perché l’altro si inventava ogni pretesto per creare motivi di discordia.Gli anziani si dissero: “Anche lui deve andare in cerca di Dio”. Benché reticente, riuscirono a persuaderlo. Il resto, potete immaginarvelo: anche in questo caso, Dio assomigliava al vicino di casa. Da quel momento, tutti cambiarono e ormai i due sono i migliori amici del mondo”.Nel corso di questo mese d’estate, sarete in molti sulle strade, sui percorsi e sui sentieri. Forse penserete ai vostri vicini, a quegli uomini e quelle donne con cui avete a che fare nel corso dell’anno, con gioia o con dispiacere; se è il caso, non esitate, andate in cerca di Dio sulla montagna.Mi viene in mente un libro di Samivel, Gaspard des montagnes, e, in particolare, una illustrazione in cui si vede un uomo ritratto di spalle, completamente solo, seduto sulla vetta della montagna. La salita è stata faticosa, lui si ritempra contemplando la vallata, lo sguardo rivolto all’orizzonte, e dice: “Sarebbe ancora più bello se potessi raccontarlo a qualcuno”. Sì, il volto di Dio sarà ancora più bello se lo racconterete a qualcuno!