Il “nascosto” di Santiago di Compostela

La solennità dell’apostolo Santiago di Compostela, patrono della Spagna, “è una chiamata a rivitalizzare le nostre radici cristiane, ricordando le origini della nostra fede” anche perché “le nuove situazioni tanto ecclesiali come sociali, economiche e culturali reclamano oggi, con forza molto particolare, l’azione dei fedeli laici”. Lo ha detto nella solennità di San Giacomo, l’arcivescovo della diocesi di Galizia, mons. Julián Barrio Barrio, che ha aggiunto: “A nessuno gli è lecito rimanere ozioso, questo tempo esige manifestare un’identità chiara e ferma in mezzo a modelli di confusione, di pensiero debole, e di responsabilità frammentata”. Silvia Rozas, delegata di comunicazione dell’arcidiocesi di Santiago di Compostela ha chiarito che “Santiago è la meta del pellegrino che si mette in cammino per incontrare se stesso, Dio e gli altri”. E per questo motivo che, anche se il 2006 non è un Anno santo, “Compostela accoglie centinaia di persone”. Malgrado oggi “viviamo momenti di vuoto esistenziale, stress sociale e a volte allontanamento dal religioso”, per Rozaz, i pellegrini “vengono a Santiago a cercare il nascosto, quello che trovano interiormente di fronte al sepolcro dell’apostolo”. Nel mese di luglio sono arrivati 13.249 pellegrini a Santiago. Nell’anno 2006 sono già 44.897 persone quelle che si sono recate alla tomba dell’apostolo.