Sono numerose le associazioni che in Spagna si oppongono all’insegnamento della nuova materia di “Educazione alla cittadinanza” che sarà prossimamente obbligatoria nelle scuole perché ritengono che la materia contenga un “rischio reale di indottrinamento ideologico nella scuola in funzione del Governo di turno”. Per questo motivo stanno elaborando una Guida all’obiezione di coscienza affinché i genitori sappiano come agire e quali conseguenze potrebbe avere per i figli la mancata frequenza a questa materia. Tra le associazioni maggiormente impegnate figura la Confederazione cattolica dei padri di famiglia (Concapa), che ha diffuso un comunicato nel quale “respinge l’indottrinamento al quale si vogliono sottomettere i nostri figli”. “Continueremo ad insegnare ai figli – afferma la Confederazione – che, nel rispetto per tutte le persone e le loro opzioni sessuali, non c’è che un’unica famiglia: quella che formano il padre e la madre con i loro figli. Di fronte alla possibilità di creare in essi un conflitto psicologico per le contraddizioni nella loro educazione, reiteriamo il nostro diritto a decidere quale deve essere la loro formazione morale, ricorrendo, se fosse necessario, all’obiezione di coscienza.” Il Gruppo entità catalane della famiglia, i Professionisti per l’etica, la Federazione delle associazioni dei genitori e la Fondazione persona ugualmente propongono ai genitori l’obiezione di coscienza. Secondo Ramón Novella, portavoce di queste associazioni, “con questa materia si mette a rischio il diritto fondamentale dei genitori che i figli ricevano la formazione religiosa e morale in accordo con le proprie convinzioni”. Benigno Blanco, presidente del Foro spagnolo della famiglia (Fef), invitando i genitori all’obiezione di coscienza, ha affermato che la strumentalizzazione del sistema educativo a servizio della particolare concezione di vita del Governo, ci ricorda “i totalitarismi del secolo XX, perché viola la libertà di educazione e il diritto delle famiglie ad essere responsabili della formazione morale dei loro figli”.