DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno Ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre, sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”.
Una nuova socialità. “Occorre una nuova socialità in questa folla di solitudini che spesso caratterizza la società post-moderna anche in Italia”. Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti – Vasto, sintetizza in questi termini la sfida di Verona, in vista della quale c’è stato “un coinvolgimento intenso da parte della base”. Intervistato dal Settimanale della diocesi, “L’Amico del Popolo”, il presule sottolinea che i vescovi si aspettano dall’appuntamento scaligero “sicuramente un rilancio dell’impegno missionario da parte di tutti nella Chiesa nella testimonianza del senso, dell’orizzonte di speranza, delineando le scelte morali impegnative che ne conseguono, riguardo soprattutto alla difesa della vita, così come al dialogo, alla riconciliazione e alla giustizia, quali condizioni per una pace vera a livello mondiale, come a livello sociale”. Tutto ciò, a partire dal “patrimonio della tradizione cristiana, su cui si basano – ricorda Forte – “i valori fondamentali della nostra società, entrati nella Costituzione repubblicana: la dignità centrale della persona, la solidarietà, la responsabilità”.
A fare il punto sull’anno pastorale che si è appena concluso, proprio a partire dalla preparazione al Convegno di Verona, è don Claudio Cipolla, sul Settimanale della diocesi di Mantova, “La Cittadella”. “La speranza – osserva il sacerdote – è percepibile tramite i piccoli segni. È necessario saperli riconoscere: la quotidianità, la parzialità, la piccolezza sono caratteristiche che connotano i segni della speranza, per questo necessitano di occhi e comunità che sappiano riconoscerli e valorizzarli. Soprattutto in questo contesto culturale basato sui grandi eventi e sulle tecniche di persuasione di massa, l’attenzione alla quotidianità della vita della persona è il luogo privilegiato dell’annuncio e dell’esperienza cristiana”.
Laici accanto a vescovi. La creazione di un “organismo” di laici che “affianchi i vescovi nel loro magistero”. È il sogno della diocesi di Pisa per Verona 2006. Ne parla il documento diocesano in preparazione all’evento scaligero, presentato in sintesi sul Settimanale locale, “Vita Nova”. Tra gli altri suggerimenti, quello di “formare i cristiani sui temi della cittadinanza. Formare la classe dirigente, ma più in genere, sensibilizzare l’intero popolo su questi temi”.
E proprio sul tema della “cittadinanza”, quinto ambito del Convegno di Verona, è stato elaborato il contributo della diocesi di Volterra, in cui si invita tra l’altro a “ridonare un senso autentico ad ambiti fondamentali quali la famiglia, la vita affettiva e sessuale, la scuola” e ad “incentivare un maggiore equilibrio tra solidarietà sociale e sussidiarietà, incoraggiando, a scapito di un massiccio e diffuso controllo statuale, un maggiore spazio per le intuizioni e le sensibilità degli individui per la crescita della società”. La diocesi di Treviso – annuncia il vescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ai fedeli in una lettera – dedicherà la tradizionale Settimana sociale di fine settembre al tema di Verona, “mettendo a fuoco la prospettiva della speranza, cercando di individuare le forme per incarnarla nella nostra società”; anche il piano pastorale scelto dalla diocesi per l’anno che si è appena concluso ha messo a tema la “trasmissione della fede”, in modo da “cogliere le forme e le condizioni per essere oggi testimoni efficaci e annunciatori credibili della fede”.
I giovani e l’emergenza lavoro. Una giornata diocesana dei giovani, organizzata dal Centro diocesano vocazioni e dal Servizio diocesano della pastorale giovanile. È l’iniziativa promossa ad Oschiri, in diocesi di Ozieri, in vista di Verona. Ne parla il Settimanale cattolico, “Voce del Logudoro”. Il vescovo, Sebastiano Sanguinetti, ha esortato i giovani a “essere faro e luce per gli altri attraverso una coraggiosa testimonianza di vita cristiana, stando in guardia dai mercenari e dai lupi di cui parla il Vangelo, che non fanno altro che distogliere lo sguardo da Cristo, l’unica e sicura via, verità e vita”.
A soffermarsi sull’emergenza lavoro, sempre in vista del Convegno scaligero, è invece il settimanale della diocesi di Alessandria, “La Voce Alessandrina”. “Le esigenze del produrre – è il grido d’allarme dell’editoriale – sembrano riproporsi come parametro di riferimento esclusivo; a esse vengono condizionate tutte le scelte. Gli orari di lavoro sommati a quelli di trasferimento raggiungono livelli problematici per la stessa dignità umana; la mondializzazione della concorrenza viene affrontata con la produzione continua, e una programmazione dei riposi del tutto indifferente agli spazi di festività e di rispetto del credente che individua nella domenica un’occasione essenziale per la sua vita di fede”.
(02 agosto 2006)