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Il rischio del nulla

Una famosa pagina del pensatore tedesco Friedrich Nietzsche inizia con questa frase: “ Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. Sembra un segno di follia decidere di accendere una lanterna quando attorno c’è la piena luce del mattino, ma in realtà anche l’umanità di oggi comincia a sentire l’esigenza di dover riaccendere una nuova luce proprio quando tutto attorno sembra illuminato. La luce che viene dal secolo dei “lumi”, dalla ragione, dalle scienze, dai poteri del mondo non appare più sufficiente per il nostro cammino. Siamo spinti da tanti segni a rimetterci in ricerca. Mi sembra che un primo compito dei cristiani in Europa e nel mondo sia l’ascoltare, il fare emergere, il sostenere questa nuova ricerca.Le persone cercano la verità, cercano Dio. L’uomo di oggi è alla ricerca di Dio, della verità, anche se al “mercato” ci sono persone che sembrano mostrarsi indifferenti. Se diamo uno sguardo alla nostra cultura moderna occidentale, constatiamo che il valore che più di tutti è diventato la stella per l’agire degli uomini è quello della libertà. Tutti siamo d’accordo sul fatto che la libertà è veramente un valore di fondo, ma oggi dobbiamo anche sinceramente constatare che proprio questa libertà tanto cercata e amata si trova davanti delle sfide, delle contraddizioni e dei rischi enormi. L’affermarsi della volontà di autodeterminazione – che è figlia del secolare cammino della modernità – ha cercato di scrollarsi di dosso ogni forma di tutela: Dio, altari, verità, tradizioni, leggi, morali, ma una libertà senza un vero a cui affidarsi pende sul nulla. La libertà sperimenta oggi la solitudine: “liberi, ma per che cosa?”. La libertà ha bisogno di rimettersi in ricerca, di rimettersi in cammino per trovare un fondamento, la sua vera identità, per trovare la compagnia degli altri valori, per trovare l’altro o un Altro che la fondi e la salvi. Essere liberi per il nulla è semplicemente angosciante. La libertà deve ritrovare se stessa.Davanti al rischio del nulla, oggi in Europa sono nuovamente e chiaramente udibili le domande esistenziali di fondo: esiste un senso al vivere ed alla storia? C’è un bene o qualcuno a cui posso affidare la mia vita in grado di rispondere al mio desiderio di vita, di felicità, di festa, di affetto e di eternità? Il dolore e la morte sono l’ultima parola per l’uomo e come tali sono lo scacco ad ogni mio desiderio? Ha un senso il dolore? La questione veritativa si intreccia con la questione del senso.Il buono è l’altro attributo dell’essere, del reale. Esiste un bene, un amore, qualcosa che vale, capace di orientare l’agire dei singoli e delle città? Esiste un bene capace di rispondere alla drammatica domanda di giustizia dei poveri del mondo? Quando in Europa discutiamo dei valori ci troviamo abbastanza d’accordo nello stendere la lista di essi. Per esempio, è pienamente condivisibile la lista dei valori che troviamo nell’articolo 2 del trattato costituzionale dell’Unione europea e il primo posto dato alla dignità umana. Ma la questione non è così semplice. Il problema grave che resta aperto per il capitolo dei valori è quello del loro fondamento, del loro contenuto e della loro interpretazione. Un grande compito che quindi ci attende.