IRLANDA

Progettare il futuro

Scuola cattolica: una consultazione popolare e una nota pastorale dei vescovi

La Chiesa d’Irlanda punta sull’educazione. Per i prossimi anni, infatti è impegnata in uno sforzo rinnovato per qualificare la proposta delle scuole cattoliche ma soprattutto per riaffermare e rilanciare il compito educativo generale che compete alla Chiesa e riguardo al quale chiede maggiore responsabilità e impegno condiviso da parte di tutti. Entro la fine dell’anno una speciale lettera pastorale dei vescovi irlandesi affronterà il tema mentre è già al lavoro un gruppo di 14 persone che sta elaborando iniziative e strategie.Monsignor James Cassin è il segretario esecutivo della Commissione per l’educazione della Conferenza episcopale irlandese. Insieme a 6 vescovi, 6 superiori di ordini religiosi e una suora fa parte del gruppo di lavoro e spiega così l’impegno della Chiesa: “Partiamo dalla convinzione che l’educazione è la prima sfida della comunità cristiana e che la scuola cattolica è un luogo strategico per la possibilità di evangelizzare le nuove generazioni, per comunicare il Vangelo. In ordine a questo vogliamo responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nel mondo scolastico, dalle famiglie ai docenti, agli allievi stessi, per promuovere cooperazione, ciascuno secondo le proprie possibilità”.Com’è la situazione delle scuole cattoliche in Irlanda?“Noi abbiamo una grande presenza di scuole cattoliche nel Paese. Per quanto riguarda il primo livello di istruzione, ad esempio, ci sono circa 3.000 istituti che coprono la quasi totalità delle primarie irlandesi. Anche a livello secondario la presenza delle scuole cattoliche è molto rilevante, con circa 400 istituti che corrispondono a più dell’80% dell’offerta scolastica. Infine siamo coinvolti, come Chiesa, in diversi istituti di terzo livello, nelle università. Questo significa che possiamo occuparci anche dell’educazione permanente. Le scuole cattoliche sono sostenute dallo Stato, che si preoccupa degli stipendi dei docenti e delle spese ordinarie. Le famiglie possono così accedere gratuitamente agli istituti cattolici. Oggi, però, si affacciano nuovi problemi”.Quali sono?“Un problema di carattere generale riguarda la composizione della società irlandese, nella quale è calato il numero dei cattolici praticanti: una volta erano la grande maggioranza, mentre oggi c’è una parte significativa della popolazione che pur dicendosi generalmente cattolica resta distante dalla Chiesa. Questo fatto mette in discussione la presenza stessa degli istituti cattolici e il loro futuro. Vi è poi da registrare il calo della presenza di religiosi nelle scuole, cui corrisponde un aumento, invece, di personale laico con una serie di conseguenze sul modo stesso di operare e concepire le scuole cattoliche”.Cosa vuole dire?“Il calo dei religiosi e l’aumento del personale laico nella conduzione e nella gestione degli istituti pone il problema di formare e motivare i nuovi responsabili al compito stesso della scuola cattolica. Esiste, naturalmente, un diverso modo di sentire e agire. Se da una parte questo diventa per la Chiesa un compito in più, dall’altra fa scoprire una grande opportunità per ripensare e rilanciare la responsabilità condivisa e il coinvolgimento di tutti nella vita della comunità cristiana. Anche questi temi verranno affrontati dalla prossima nota pastorale dei vescovi irlandesi sui temi dell’educazione, probabilmente entro la fine dell’anno”.Quali altre iniziative sono in cantiere?“Ormai da tempo sta operando uno specifico gruppo di lavoro, di cui faccio parte, voluto dalla Conferenza episcopale. Entro un anno, poi, vorremmo dare il via a uno speciale ufficio nazionale per il servizio delle scuole cattoliche, capace di coordinare e gestire le tante problematiche che emergono nel Paese. Intanto è già in corso una grande consultazione tra la popolazione sul futuro della scuola cattolica. Vorremmo infatti monitorare, anche grazie a un preciso questionario, quali atteggiamenti e quali attese hanno in proposito le persone, per progettare il futuro. Infine abbiamo avviato un tavolo di negoziazione con lo stesso governo per chiedere garanzie sul futuro delle scuole cattoliche: se la situazione attuale, infatti, è buona, le modificazioni nella società potrebbero tuttavia portare a cambiamenti e di questo stiamo discutendo, in modo che non venga diminuita la presenza efficace delle scuole cattoliche per l’educazione dei giovani”.