La Commissione europea ha adottato a fine agosto una nuova Comunicazione nel settore della politica Ue di cooperazione allo sviluppo, con la quale l’Esecutivo invita gli Stati membri e gli altri donatori internazionali ad “armonizzare gli sforzi per favorire lo sviluppo delle istituzioni ed i processi democratici mettendo la governance al centro della cooperazione”. Al fine di incoraggiare i Paesi in via di sviluppo ad intensificare le riforme interne, la Comunicazione propone un “dialogo politico rafforzato, un approccio comune ed aiuti maggiori per i Governi più performanti”: secondo Bruxelles, infatti, senza la capacitá dei PVS di garantire ai propri cittadini servizi di base di qualità (accesso alle cure sanitarie, istruzione, giustizia, rispetto dei diritti fondamentali gestione trasparente e responsabile delle risorse economiche e naturali) “l’aumento dell’aiuto allo sviluppo risulterebbe vano”. In particolare, la novità prevista dalla Commissione consiste nella disponibilità nel quadro del decimo Fondo europeo di sviluppo di una busta di incentivi del valore di 2,7 miliardi di euro accompagnata da un “aiuto potenziato alle istituzioni dell’Unione Africana e ai meccanismi di autovalutazione esistenti nei Paesi dell’Africa”.