PARLAMENTO EUROPEO
La sessione plenaria del 4-7 settembre
Nella seconda parte della sessione plenaria del Pe (cfr.SirEuropa n.57) svoltasi a Strasburgo dal 4 al 7 settembre, si è discusso di multilinguismo nelle Istituzioni, di lotta all’inquinamento del mare, del modello sociale europeo, dell’Accordo di stabilizzazione ed associazione tra l’Ue e l’Albania, del Libano, della questione mediorientale e della Cina. MULTILINGUISMO. 2 Euro e 20 centesimi all’anno per persona è il “costo politico” che secondo gli eurodeputati deve essere sostenuto dai cittadini europei per garantire loro il diritto di comunicare in tutte le lingue ufficiali con le Istituzioni europee . L’Assemblea di Strasburgo ha approvato per levata di mani la relazione del popolare finlandese ALEXANDER STUBB a seguito del Rapporto speciale della Corte dei Conti Ue sulle spese di interpretazione di Parlamento, Commissione e Consiglio, permanentemente nell’occhio del mirino e giudicate da molti eccessive. Il documento sottolinea come l’interpretazione in venti o più lingue costituisca una conditio sine qua non per la pratica della democrazia europea e per la rappresentatività popolare. MODELLO SOCIALE EUROPEO. Con 507 voti favorevoli, 113 contrari e 42 astensioni la Plenaria di Strasburgo ha adottato la relazione degli onorevoli DE ROSSA e SILVA PENEDA sulla riforma del modello sociale europeo, la cui “necessità di modernizzazione” appare “evidente” agli occhi degli eurodeputati. Malgrado i singoli sistemi sociali degli Stati membri ed i settori nei quali si è raggiunto un buon grado di armonizzazione a livello comunitario siano unanimemente considerati i più avanzati nel mondo, l’Europa rilancia il triplice obiettivo di realizzare una migliore inclusione sociale, di garantire la giustizia sociale per tutti e di sradicare la povertà. La relazione pone l’accento sugli strumenti potenzialmente utili per finanziare tali riforme, quali il “miglioramento dei sistemi fiscali, l’utilizzo dei fondi Ue, il dialogo sociale, le riforme pensionistiche, i servizi d’interesse generale” oltre alla cosiddetta flessisicurezza , ovvero la “tutela della capacità dei lavoratori di mantenere o trovare un’occupazione grazie alla mobilità e/o al miglioramento delle competenze professionali”. ACCORDO DI ASSOCIAZIONE CON L’ALBANIA. E’ stata approvata a larghissima maggioranza la risoluzione con la quale il Parlamento europeo dà il via libera alla conclusione dell’Accordo di stabilizzazione ed associazione tra l’Ue e l’Albania. Per l’Assemblea l’Accordo rappresenta lo strumento per una relazione più profonda “volta a portare nel Paese e nella Regione stabilità politica, economica ed istituzionale e promuovere la trasformazione dell’Albania in una democrazia pluralista, rispettosa dello stato di diritto e con un’economia di mercato funzionante”. LIBANO E TURCHIA. Particolarmente rilevante è stata la riunione straordinaria della Commissione Affari Esteri, nel corso della quale i componenti hanno chiesto all’Onu di definire più chiaramente il mandato della forza di pace in Libano nel rispetto della Risoluzione 1701 e nel quadro di un maggiore ruolo per l’Unione Europea. Inoltre, in merito ai negoziati con la Turchia la Commissione AFET (Affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa) ha ribadito l’impegno per una completa adesione, ferma restando la necessità di colmare una serie di “importanti lacune” nei settori della libertà di espressione, della libertà religiosa, ecc. MEDIO ORIENTE. Di Libano e di questione mediorientale in generale si è parlato anche nel corso delle discussioni in Aula alla presenza della presidentessa finlandese TARJA HALONEN . Da un lato, la quasi unanimità dei deputati concorda sul fatto che la “pace nell’intera regione non può essere ottenuta con le armi, ma con il dialogo costruttivo tra tutte le parti”; dall’altro, dal dibattito è emersa la ferma posizione europea secondo la quale il Governo di Tel Aviv deve “risolvere i problemi di movimento e di accesso alle frontiere tra Israele e i territori palestinesi” e l’esercito libanese deve garantire il disarmo di Hezbollah. Secondo la Commissaria responsabile per le relazioni esterne BENITO FERRERO-WALDNER , infine, occorre “creare le condizioni per una stabilità a lungo termine ed «eliminare le ambiguità sul disarmo di Hezbollah”, rilanciando al contempo il ruolo dell’Unione Europea all’interno di una missione di pace (UNIFIL) che “non rappresenta un’operazione europea”. CINA. Una maggior cooperazione con la Cina è guardata con interesse dai deputati che hanno condiviso la relazione di Bastiaan BELDER . Severe critiche sono state però rivolte al governo cinese. I deputati mentre auspicano un potenziamento dei rapporti con Pechino, chiedono una maggiore correttezza in campo commerciale e condannano le numerose violazioni dei diritti umani, come la repressione delle comunità religiose, anche cristiane, il ricorso alla pena di morte, al commercio di organi, alle torture e ai campi di rieducazione. Le relazioni della Cina con Taiwan e con l’Iran, infine, saranno ulteriori argomenti di dibattito.