La VII Relazione d’Attività sulla promozione delle opere audiovisive europee (2003-2004), pubblicata di recente dalla Direzione Generale per la Società dell’Informazione ed i Mezzi di Comunicazione della Commissione, afferma che “le emittenti televisive europee dedicano in media oltre il 60% del tempo di programmazione a opere europee e oltre il 30% a opere di produttori indipendenti europei”. Le percentuali variano dal 52,75% dell’Irlanda all’86,2% della Danimarca per il 2003, e dal 49,12% della Repubblica Ceca all’86,33% ancora della Danimarca per il 2004%. In notevole aumento – e ben al di sopra del limite minimo del 10% fissato dalla direttiva Televisione Senza Frontiere – anche la percentuale di “opere di produttori indipendenti trasmesse su tutti i canali europei in tutti gli Stati membri”. Commentando i dati, la Commissaria Europeo responsabile per la società dell’informazione ed i media, Viviane Reding, ha affermato come “queste cifre sono la prova dell’elevata qualità dei contenuti audiovisivi europei, nonché della vitalità di un settore che trae la sua forza dalla ricchezza della diversità culturale dell’Europa, nel convincimento che i nuovi media quali la tv mobile ed il video a richiesta stimoleranno il mercato e lo apriranno ulteriormente all’offerta di contenuti europei di qualità”.