“In questi 28 giorni, 932 libanesi sono stati uccisi e più di 3mila feriti; le vittime tra gli israeliani sono 84 e i feriti 867”: il bilancio dei costi umani del conflitto israelo-palestinese nel Paese dei cedri è dello scrittore John Le Carré, che dalle colonne del quotidiano francese LE MONDE (07/09) pone ai lettori una domanda: “ Quando uccidete 100 civili innocenti e un terrorista, avente vinto o perso la guerra contro il terrorismo?”. “Come siamo stati avvisati – prosegue Le Carré – Israele ha fatto al Libano ciò che il Libano gli aveva fatto vent’anni fa: ha distrutto le sue infrastrutture e ha inflitto una punizione collettiva ad una democrazia fragile e multiculturale che si sforzava di riconciliare le sue differenze confessionali e di vivere in buona armonia con i propri vicini”. Per lo scrittore è stato “forse troppo ottimistico da parte della comunità internazionale ritenere che Hezbollah avrebbe gradualmente tagliato i propri legami con la Siria e l’Iran ” e se “oggi tutta l’Arabia celebra questa forza armata”, i libanesi “sono le ultime vittime di una catastrofe globale che è opera di zeloti smarriti che sembrano non avere alcuna via d’uscita”. “Lo aveva detto. Calmo e fermissimo. Senza dovere difendere niente… Aveva detto: non usate Dio per le vostre guerre… Sono vostre e non Sue…”. Per Davide Rondoni, autore di un editoriale sul quotidiano cattolico italiano AVVENIRE (07/09), “con il potere di chi non ha potere” Benedetto XVI, nel suo messaggio dei giorni scorsi al meeting di Assisi, “aveva dato voce al popolo che non crede a chi agita un fantoccio di Dio in cima alle aste da combattimento”. Ma ecco “ la minaccia di una guerra in nome di una religione” avanzata dal presidente iraniano Ahmadinejad a Teheran. Parole da “profeta di morte” commenta Rondoni, “che non ha esitato a tirare in mezzo Dio. Anzia a mandarlo avanti come se fosse il primo dei suoi soldati”. “Con il suo delirante proclama di guerra santa – si legge ancora nell’editoriale – Ahmadinejad si pone fuori dalla comunità degli uomini religiosi… e rende più difficile per tutti orientarsi in questo tempo orrendo” ma “rende più difficile la vita soprattutto agli islamici. A tutti coloro che, educati alla fede di Allah, si trovano concordi con il Papa”.