COMMISSIONE EUROPEA

Salute a tutti

Consultazione pubblica sull’assistenza sanitaria

“In alcuni casi i trattamenti sanitari di cui un paziente ha bisogno vengono erogati in modo più efficace in uno Paese Ue diverso da quello di residenza del paziente stesso” e la cosiddetta “mobilità dei pazienti” è “un diritto riconosciuto dalla Corte di giustizia europea”: con queste parole il commissario europeo per la salute e la protezione dei consumatori MARKOS KYPRIANOU ha spiegato la consultazione pubblica lanciata il 5 settembre a Bruxelles dalla Commissione europea. Scopo dell’iniziativa, la creazione di un quadro di riferimento comunitario per i servizi sanitari transfrontalieri ai cittadini europei, al fine di garantire una maggiore certezza del diritto e favorire la cooperazione tra i sistemi sanitari degli Stati membri. UN QUADRO CHIARO. La consultazione si fonderà su una comunicazione che verrà elaborata dallo stesso commissario Kyprianou che dichiara: “La Corte di giustizia europea ha ritenuto che i pazienti abbiano diritto a cure mediche transfrontaliere in virtù del diritto comunitario, ma non è ancora ben chiaro che cosa, in pratica, questo comporti “. Di qui la necessità di “un quadro chiaro e concreto per consentire ai pazienti e alle istituzioni che finanziano, erogano e regolamentano i servizi sanitari, di ricorrere a cure mediche transfrontaliere e di fornirle allorquando questa soluzione appaia la migliore”. Per il commissario ciò “contribuirà, al tempo stesso, a liberare un significativo potenziale in materia di cooperazione europea che permetterà di migliorare l’efficienza di tutti i sistemi sanitari Ue, pur nel pieno rispetto delle prerogative nazionali”. SICUREZZA, QUALITA’ ED EFFICIENZA dei servizi sanitari: questi gli obiettivi da conseguire. Prima tappa, una consultazione rivolta a ottenere il parere degli Stati membri, del Parlamento europeo e delle altre parti in causa (pazienti, professionisti della salute, così come entri erogatori di cure) su diversi temi. Tra questi, le condizioni alle quali le cure mediche transfrontaliere devono essere autorizzate e rimborsate; le informazioni ai pazienti sui trattamenti disponibili negli altri Stati membri; la designazione delle autorità sanitarie responsabili della supervisione della cura della salute; la responsabilità per eventuali danni causati da prestazioni sanitarie transfrontaliere e su relativi indennizzi; i diritti dei pazienti e il sostegno dei sistemi sanitari attraverso la cooperazione europea. Sulla base delle risposte fornite a questa consultazione, nel 2007 la Commissione elaborerà delle proposte formali. UN DIBATTITO APERTO. Il dibattito sulla libera circolazione dei servizi sanitari, ed in particolare sulla “mobilità dei pazienti”, si è aperto nel 1998, a seguito dei pronunciamenti della Corte di giustizia europea sui casi Kohll e Decker, entrambi cittadini del Lussemburgo residenti all’estero e beneficiari di trattamenti sanitari transfrontalieri. Nelle sue delibere, la Corte ha chiarito che l’erogazione di tali prestazioni è subordinata alle disposizioni degli articoli del Trattato Ue relativi alla libera circolazione dei servizi. Le misure che stabiliscono per il rimborso delle spese sanitarie sostenute in un altro Stato membro la necessità di un’autorizzazione preliminare, costituiscono pertanto degli ostacoli a tale libertà, ancorché questi ostacoli possano giustificarsi con motivi di interesse generale. LA CONSULTAZIONE PUBBLICA. Nel rapporto 2003 del “Gruppo di riflessione di alto livello” sulla mobilità dei pazienti e l’evoluzione delle cure mediche nell’Unione europea, i ministri della salute e gli altri attori coinvolti hanno invitato la Commissione a riflettere al fine di rafforzare la certezza del diritto in conformità con la giurisprudenza della Corte. La successiva proposta di direttiva sui servizi nel mercato interno, presentata dalla Commissione all’inizio del 2004 e inclusiva anche delle suddette disposizioni in materia della Corte, è stata rigettata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Di qui l’idea della pubblica consultazione, intesa dalla Commissione come il mezzo migliore per mettere a punto una specifica iniziativa in materia di servizi alla salute. Tra gli obiettivi da perseguire, la creazione di una rete europea di centri di riferimento, la collaborazione sulla valutazione delle nuove tecnologie in materia, la creazione di una piattaforma per lo scambio di buone pratiche. E intanto, lo scorso 1° giugno è stata adottata una “dichiarazione sui valori comuni e i principi nei servizi Ue alla salute”.