ECUMENISMO

A piccoli passi

A Belgrado la Commissione mista cattolica ortodossa

“La mia casa è anche la vostra casa!”, sono state queste le parole di benvenuto che il Patriarca PAVLE della Chiesa ortodossa serba ha voluto rivolgere lunedì 18 settembre ai partecipanti alla IX sessione plenaria della “Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme” in corso di svolgimento nei dintorni di Belgrado (18 – 25 settembre 2006). Con questa riunione riprende, dopo la sessione plenaria di Baltimora (Stati Uniti, luglio 2000), l’attività dell’organismo presieduto dal card. Walter Kasper, che è anche presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e dal metropolita Zizjulas di Pergamo, del Patriarcato ecumenico. “Dal 13 al 15 dicembre scorso – si legge in un comunicato del citato dicastero vaticano – il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, coordinato, da parte ortodossa, dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, aveva inaugurato l’attuale nuova fase con la riunione del ‘Comitato misto di coordinamento’ della Commissione, che aveva l’incarico di preparare la sessione plenaria di Belgrado e di stabilire il tema da trattare”. IL DOCUMENTO DI MOSCA . “La riattivazione del dialogo – prosegue la nota – è stata possibile grazie ad una costante azione di mediazione e convincimento, incoraggiata da Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI, dall’impegno del Patriarcato ecumenico, e da molteplici contatti e collaborazioni fra le Chiesa cattolica e le singole Chiese ortodosse. Essa si basa su una decisione presa al Fanar nel settembre 2005, durante un incontro panortodosso convocato dal Patriarca ecumenico, Bartolomeo I”. Nell’incontro della plenaria della Commissione a Belgrado è all’ordine del giorno l’esame del progetto di documento preparato a Mosca nel 1990 sul tema “Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: conciliarità ed autorità nella Chiesa” che non è stato mai esaminato dalla plenaria della Commissione, poiché su richiesta degli ortodossi, era stata affrontata nel dialogo la questione del cosiddetto “uniatismo”. UNITÀ NELLA DIVERSITÀ. Dopo il benvenuto del metropolita Zizjulas di Pergamo, la visita di cortesia è iniziata con la recita del “Veni creator Spiritus” da parte dei 60 partecipanti (30 per ogni confessione cristiana) a cui sono seguiti i saluti ufficiali dello stesso Zizjulas e del card. Kasper. Di ritorno a Sava Centar, dove si svolge la riunione, l’apertura dei lavori ha visto gli interventi del metropolita JOVAN , vescovo di Zagreb-Ljubljana, rappresentante del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa serba, il quale ha paragonato la preghiera di Gesù per l’unità alla pupilla dell’occhio, e ha ricordando il ruolo dei numerosi martiri e confessori che hanno testimoniato la fede cristiana dai primi secoli fino ai nostri giorni. Successivamente il metropolita ZIZJULAS ha sottolineato l’importanza del dialogo “che ha un effetto di guarigione”. A portare la voce della Chiesa cattolica il card. KASPER , che si è soffermato sul concetto di unità nella diversità secondo il modello della Santissima Trinità, per poter dare una testimonianza credibile. LUOGO D’INCONTRO . Dal canto suo, il primo ministro VOJISLAV KOŠTUNICA ha salutato i partecipanti esprimendo il desiderio del Parlamento serbo che Belgrado diventi un luogo d’incontro per le ricchezze dei popoli e la crescita di un codice di valori. Parte dei lavori della commissione di martedì 19 settembre si sono svolti a porte chiuse. La delegazione cattolica e quella ortodossa si sono incontrate separatamente. Giovedì 21 settembre l’intera Commissione ha partecipato alla liturgia ortodossa nella Chiesa di San Marco per la ricorrenza della festa della Natività di Maria (celebrata l’8 settembre da coloro che seguono il calendario giuliano); nel pomeriggio ha visitato due monasteri ortodossi. Domani i membri della Commissione parteciperanno alla celebrazione eucaristica nella cattedrale cattolica di Belgrado presieduta dall’arcivescovo mons. Stanislav Hocevar. Domenica 24 seguiranno la liturgia nelle rispettive chiese secondo i diversi riti. UNA CHIESA IN PREGHIERA. La chiesa cattolica locale sta accompagnando i lavori della commissione con veglie e adorazione perpetua durante tutta la settimana, con messe celebrate per l’unità dei cristiani, nelle quale le omelie sono incentrate su temi scelti dai documenti conciliari e postconciliari sul tema. A questa orazione prendono parte molti fedeli; altri vi si uniscono idealmente realizzando una vera e propria catena di preghiera a distanza. Da Subotica ogni mattina un pulmino porta un gruppo che rimane 24 ore e riporta il gruppo del giorno precedente. Anche se il cammino è lungo, forse in futuro si comprenderà l’importanza di tutti questi piccoli passi.