Bulgaria: unità dei cristiani e dialogo con l’islam

La settimana scorsa nella città di Malko Tarnovo, situata nella Bulgaria del Sud, a 4 km dalla frontiera turca, si è festeggiato il centesimo anniversario dall’arrivo dell’icona della Madonna protettrice dell’unità dei cristiani. L’icona è una copia della Madonna di Chestokowa ed è stata incoronata da Giovanni Paolo II durante la sua visita in Bulgaria. “La nostra è una missione difficile perciò ci affidiamo molto alla Madonna – dice al Sir il padre resurrezionista polacco Roman Kotewicz, che da quattordici anni lavora in Bulgaria -. Lo è sempre stata, visto l’isolamento ed i tanti anni di repressione sotto il regime”. Comunque i cattolici di rito orientale e gli ortodossi convivono molto bene ed accolgono cordialmente anche i turchi che oltrepassano la frontiera. Anche loro aspettano la visita di Benedetto XVI in Turchia, dove si recheranno numerosi insieme ad altri gruppi bulgari (da Malko Tarnovo ad Istanbul sono 300 km). “Possiamo portare in Europa questa modello di convivenza pacifica tra diverse religioni ed etnie – dice al Sir il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons.Hristo Projkov -. I musulmani in Bulgaria hanno sempre dimostrato simpatia verso i cristiani. Ci sono casi singoli di tensione nati da aspirazioni politiche e non religiose. Nelle nostre parrocchie ci sono fontane costruite da musulmani e loro onorano le chiese in quanto templi sacri”. “Non bisogna avere paura dell’islam – afferma il presidente della Conferenza episcopale bulgara – ma dialogare e cercare di capirsi”. Con l’avvicinarsi del 1° gennaio 2007, probabile data dell’ingresso della Bulgaria nell’Ue (manca un ultimo rapporto della Commissione europea per avere la conferma finale) si parla sempre più spesso dei vantaggi e svantaggi che ciò comporterà. Si discute molto di economia, scambi di merci e persone, delle possibilità di lavoro e studio, dei prezzi, ma manca il riferimento ai valori europei”. “Manca la visione spirituale – conferma mons. Projkov – ed il consumismo occidentale sta entrando rapidamente in Bulgaria. Ma io spero che prevarranno i valori europei e cristiani che furono alla base del Trattato di Roma firmato 50 anni fa”.