AGGREGAZIONI LAICALI
Ultime settimane di preparazione, all’interno delle realtà cattoliche italiane, prima dell’appuntamento del Convegno ecclesiale decennale di Verona (16-20 ottobre 2006). Proponiamo contenuti e percorsi preparatori dell’Istituzione Teresiana, di Agesci e Scout d’Europa che hanno steso un documento comune.
Uno stile “educativo”. L’ ISTITUZIONE TERESIANA , fondata nel 1911 da San Pedro Poveda in Spagna e approvata nel 1924 da parte di Pio XI, è un’associazione di laici a carattere internazionale, presente oggi in trenta Paesi del mondo. Si propone la promozione umana e la trasformazione sociale mediante l’educazione e la cultura a partire dal Vangelo “secondo lo stile dei primi cristiani”. Particolarmente impegnata sul versante pedagogico e culturale, è presente sia attraverso il lavoro individuale degli associati, sia attraverso centri educativi e pedagogici, collegi universitari, progetti sociali. Presente in varie città d’Italia, l’associazione ha curato la preparazione al Convegno con incontri di preghiera, di studio e riflessioni sui documenti preparatori, inoltre alcuni associati hanno partecipato alle commissioni nazionali relativi ai cinque ambiti.
Ad esempio, sui temi della “vita affettiva” ha puntato sulla formazione di personalità mature, elaborando percorsi formativi al “vero” amore umano fondato non solo sul “cuore” ma anche sulla “mente” e sulla disponibilità al “martirio” quotidiano. Per l’ambito del “lavoro e festa”, la prospettiva emersa è per una “nuova organizzazione sociale” che valorizzi la persona umana nei suoi ruoli lavorativi, lasciando spazio per l’accoglienza degli immigrati e la loro integrazione. Sul tema della “fragilità” l’accento è caduto su nuove modalità di relazione “con” le persone in situazione di fragilità, “per restituire ad esse le competenze proprie della dignità umana”. Sul tema della tradizione la proposta è di “elaborare o reinventare una nuova cultura per una storia diversa” in modo che “l’educativo connoti il pensare e l’operare”. L’Istituzione Teresiana sta approfondendo da anni il tema del quinto ambito, quello della “cittadinanza”, puntando alla formazione socio-politica, all’educazione alla gratuità e al servizio, alla formazione al volontariato.
Dare fiducia all’uomo. “Dio crede sempre nell’uomo, scommette sulle sue potenzialità, gli riconosce piena libertà. È questa esperienza di fede che ci motiva a dare fiducia ai nostri ragazzi, consapevoli che Dio per primo li ama e li invita a fare della propria esistenza un’avventura di gioia e di servizio, in cui mettere a disposizione dei fratelli i doni ricevuti”: è uno dei passaggi iniziali del documento elaborato congiuntamente dall’ AGESCI (associazione guide e scouts cattolici italiani) e dall’associazione italiana guide e scouts d’Europa cattolici (FSE) in preparazione al Convegno di Verona, discusso poi nel corso dei mesi nei rispettivi gruppi presenti nel territorio. Nel documento si sottolinea come “gli itinerari formativi delle nostre due associazioni, nella loro rispettiva peculiarità pedagogica e metodologica, garantiscono continuità e profondità, e non solamente gli eventi puntuali, che a volte possono sollecitare l’emotività, ma non costruire solidi atteggiamenti di fede”.
Ciò assume un particolare significato allorché, come capita spesso, “le nostre associazioni avvicinano e accolgono anche ragazzi che non sempre avrebbero modo di avvicinarsi alla parrocchia e ricevere una proposta di fede. Essi – prosegue il documento – si avvicinano al gruppo scout perché incuriositi dalla proposta metodologica e ne scoprono via via i valori e i fondamenti, avendo così l’opportunità di vivere esperienze positive e significative”.
Per Agesci e Fse si pone così una precisa “responsabilità” ecclesiale, espressa nella parte conclusiva del documento con questo passaggio: “I ragazzi vanno aiutati a recuperare un rapporto con la parrocchia nella quale dovrebbero sentirsi come a casa. Pertanto la parrocchia deve essere il più possibile punto di riferimento, dove ciascuno sa di poter sempre essere accolto. È necessario quindi favorire un collegamento tra le diverse esperienze, offrendo senso tra gli eventi. Inoltre, si tratta di riportare nella parrocchia le esperienze vissute esternamente, così da poterla maggiormente arricchire”.
(22 settembre 2006)