Inghilterra: un sondaggio sulle festività soppresse

Un buon numero di cattolici in Inghilterra e Galles non è d’accordo con la decisione della Conferenza episcopale di sospendere la Messa settimanale, fino ad oggi di precetto, per le festività dell’Ascensione, del Corpus Domini e dell’Epifania e di trasferirla alla domenica successiva. Ad approvare il cambiamento sono, al contrario, i sacerdoti. Lo sostiene il settimanale cattolico “The Tablet” che ha condotto due sondaggi, uno tra i suoi lettori (un campione di 250) e un altro tra i preti riuniti durante la Conferenza nazionale dei sacerdoti. Per oltre il 60% dei lettori, tutti fedeli alla Messa domenicale, con la loro decisione di sospendere la Messa settimanale i vescovi dimostrano che la Chiesa cattolica sta cedendo al secolarismo, non prende seriamente le tre festività e non tiene in considerazione il punto di vista dei laici. Per don Godric Timney, presidente della “Conferenza nazionale dei sacerdoti”, tutte le festività d’obbligo, con l’eccezione del Natale dovrebbero essere trasferite alla domenica successiva. Il vicepresidente dell’organo che riunisce tutti i sacerdoti di Inghilterra e Galles, Tom Jordan, parroco a Romford, nell’Essex, sud di Inghilterra, ritiene che molto raramente i fedeli partecipano alla Messa durante la settimana. C’è anche chi tra i sacerdoti pensa che sia “un peccato che le scuole cattoliche perdano l’opportunità di insegnare agli alunni il significato di queste feste importanti per il calendario cattolico. “Queste solennità sono tra le poche occasioni durante l’anno nelle quali è possibile celebrare un evento importante per la vita cattolica”, ha spiegato don Michael Dennehy, parroco a Eastleigh, nella diocesi di Portsmouth.