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Miopia intellettuale

Europa e inviolabilità della vita umana

Bisogna deplorare la decisione del Consiglio dei Ministri del 24 luglio riguardo ai parametri etici che regolano il finanziamento comunitario della ricerca sugli embrioni e sulle cellule staminali ricavate da embrioni umani. Bisogna anche temere che l’Unione europea non riesca a rispettare il principio dell’inviolabilità della vita umana. Il riconoscimento dei limiti è però una delle condizioni necessarie per compiere scelte responsabili. La scienza e la politica devono riconoscere che tutto ciò che è possibile non è necessariamente accettabile. Il dibattito sull’etica e sulla politica pubblica nel settore delle bioscienze è all’inizio e in questo contesto, saranno sollevate altre questioni di grande rilievo sul piano antropologico, bioetico e socioetico. Il 27 luglio è stato presentato, al ministro francese, un rapporto che andava in direzione di un’autorizzazione della ricerca sulle cellule staminali embrionali e la clonazione terapeutica. A seguito della decisione del Consiglio europeo, sono state avanzate proposte per una revisione delle attuali disposizioni della legislazione tedesca su questo tipo di ricerca, in vista di una liberalizzazione. Tanto in Europa quanto nel resto del mondo, gli uomini e le donne del 21° secolo si trovano di fronte a un problema capitale: come trovare un equilibrio tra la libertà della ricerca e il rispetto della dignità umana e dei valori fondamentali? Le recenti discussioni sul 7° Programma quadro di ricerca dell’Ue (Fp7) offrono un’anticipazione dei grandi dibattiti del futuro. Per quanto riguarda tale Programma, la Chiesa cattolica e i gruppi non confessionali hanno periodicamente posto domande su progetti di ricerca specifici che comportavano ricerche sugli embrioni umani e sulle cellule staminali di origine embrionale (programmi che, bisogna ammettere, non rappresentano che una piccola parte del budget totale previsto dal Programma). Le preoccupazioni della Chiesa in materia riguardano il rispetto dell’inviolabilità e del carattere sacro della vita umana. Uno dei suoi obiettivi essenziali è quello di aiutare i responsabili decisionali e la comunità scientifica ad evitare la trappola della ‘reificazione’ della vita umana. Presto, l’Europa rimpiangerà la miopia intellettuale che consiste nel tacciare di fondamentalismo l’atteggiamento che conduce ad opporsi per motivi etici ad una sperimentazione che comporta direttamente o indirettamente l’uccisione dell’embrione umano. La scienza e la tecnologia sono indubbiamente al centro dello sviluppo economico del 21° secolo. Esko Aho, ex primo ministro della Finlandia, ha recentemente presentato una relazione alla Commissione europea intitolata “Creare un’Europa dell’innovazione”. Tale relazione consiglia la realizzazione di un Patto per la ricerca e l’innovazione al fine di creare un’Europa innovatrice. La sua affermazione, secondo cui un cambiamento di paradigma per favorire l’innovazione non deve comportare l’abbandono degli elementi caratteristici dei valori europei, è perfettamente plausibile. In una società dell’informazione e della tecnologia dalle prospettive radicalmente nuove sul piano scientifico e tecnologico, i responsabili decisionali, la comunità scientifica e gli studiosi di etica europei devono impegnarsi in un dialogo aperto e trasparente, perché l’Europa resti un progetto credibile al servizio della dignità umana.