Con ottimismo cristiano

AGGREGAZIONI LAICALI

Fra una decina di giorni si apriranno i lavori del IV Convegno ecclesiale decennale (16-20 ottobre). Qui di seguito i contributi preparatori del Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), della Legio Mariae e dell’Unione di Laici Predicatori.

Spendersi per il Vangelo. “Ricercare una risposta che sia profondamente radicata nelle attese e nei bisogni di questo tempo e promettere di spendersi sempre più in esperienze di laicità vissuta ed essere ponte tra la Chiesa e il mondo, tra il Vangelo e la storia”: è l’intendimento del MASCI (movimento adulti scout cattolici italiani) dopo aver riflettuto a lungo, in vari momenti e occasioni, sulla traccia di preparazione al Convegno di Verona. In quanto espressione “adulta” dello scoutismo cattolico, il Masci ribadisce che “occorre riaffermare che la sorgente della testimonianza è sempre e solo Cristo Risorto e che al centro dell’impegno formativo non può che esservi la ricerca di una testimonianza fondata su una fede adulta”. Come spiega il presidente Littorio Prezioso, “bisogna accettare le grandi sfide evangeliche sempre aperte: la sfida della dolcezza e della mitezza evangelica, la sfida dell’amore fraterno da vivere in seno ad una comunità, la sfida di una fraternità internazionale”.

Queste prospettive toccano sia la dimensione personale, sia quella aggregativa, sia quella comunitaria, e implicano cammini formativi che tengano presenti l’importanza di “educare a mettersi in ascolto” (vita affettiva), di “affrontare i problemi non da solo ma in comunità” (lavoro e festa), di “recuperare e saper testimoniare il senso della creaturalità” (fragilità), di “trasmettere la tradizione attraverso lo stile scout dell’ imparare facendo (tradizione) e di “affrontare la dimensione sociale con l’approccio non del guardiacaccia (regole immutabili), né del cacciatore (nella giungla senza regole del libero mercato), ma invece del giardiniere in cui le regole sono scelte sulla base di un progetto sociale condiviso, in attenta dialettica con la società circostante”. In questa linea, il Masci spinge per la “priorità dell’etica” sulla politica, puntando a diffondere valori fondanti che vadano al di là del contingente.

Valori da comunicare. “Noi crediamo, con il beato Ozanam, che il mondo possa essere conquistato solo dall’amore e che ogni anima sia attirata a Dio non da astratte speculazioni, ma dall’attrazione che su si essa esercita un’altra anima”: è quanto scrive la presidenza della LEGIO MARIAE nel documento preparato come contributo al Convegno di Verona. Impegnata “a diffondere il Vangelo tra tutti gli uomini, promuovendone la santificazione”, la Legio (che è stata fondata 84 anni fa e che ha sviluppato un metodo di annuncio basato sui rapporti personali diretti nell’annuncio) sottolinea che anche oggi, in un’epoca di secolarizzazione, “i valori religiosi non si insegnano, ma si comunicano, e che non vi è alcun uomo troppo buono o troppo cattivo per essere suscettibile di miglioramento”.

Il tema della “speranza” che connoterà il Convegno di Verona appare congeniale a questa aggregazione, che afferma: “Il cristiano è per sua natura ottimista… la situazione attuale offre, dopo tutto, molte possibilità operative, se si è in grado di coglierle. Il fallimento delle ideologie materialiste e il riemergere dell’attenzione per i problemi dello spirito aprono nuovi spazi alla diffusione del messaggio cristiano”. Per la Legio Mariae, quindi, occorre avere fiducia e coraggio, “contestando con energia i messaggi distorti, sbugiardando le falsificazioni, formando i singoli a saper usare criticamente i media”.

Un anno di impegno. “Per quanto possa apparire, a tutta prima, sorprendente, l’impegnarsi per un anno ad offrire il proprio contributo di ricerca, esperienza e proposta, a proposito dei cinque ambiti del Convegno di Verona, induce il fedele laico a scoprire e studiare il Vangelo”: lo scrive Pier Giuseppe Alvigini, responsabile dell’ UNIONE DI LAICI PREDICATORI (aggregazione che si rifà al carisma domenicano e che fa parte della Cnal, la Consulta dei laici). Il risultato di questo lavoro – prosegue – è che “scopriamo che il Vangelo indica a noi laici cosa fare per costruire il bene nella storia, lasciando alla nostra responsabilità, secondo i nostri talenti personali il come, quando dove farlo”. “Per noi è importante – prosegue Alvigini – diffondere una conoscenza approfondita del capitolo 4 della Lumen Gentium , quello che parla dei fedeli laici, del loro ruolo e compito nella Chiesa e nel mondo, a partire dalla loro grande dignità di cristiani e di uomini”.

(06 ottobre 2006)