Bulgaria, cristianesimo ed Europa unita

A pochi giorni dalla conferma ufficiale di Bruxelles per l’ingresso di Bulgaria e Romania nell’Unione europea a partire dal 2007, nella città di Russe, sede della diocesi di Nicopoli, si è svolto il 29 e 30 settembre la prima conferenza interreligiosa in Bulgaria, sul tema “Il cristianesimo e l’Europa unita”, organizzata dalla Chiesa cattolica bulgara. Tra gli ospiti, il nunzio apostolico mons. Giuseppe Leanza, il vescovo di Nicopoli mons. Petko Hristov, il vescovo dei cattolici di rito bizantino mons. Hristo Projkov, il metropolita ortodosso di Russe Neofit ed il metropolita di Vidin Dometian, rappresentanti dalle Chiese protestanti e della Chiesa armena. “Un evento pensato in preparazione alla terza Assemblea ecumenica europea che si svolgerà a Sibiu” ha detto padre Walter Gorra, delegato della Conferenza episcopale bulgara per l’assemblea di Sibiu. “Un ottimo esempio che ci dice che è possibile vivere, lavorare e discutere insieme – ha detto al Sir il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons. Hristo Projkov – comprendendoci a vicenda, in uno spirito di amore reciproco. Con la nostra millenaria storia cristiana possiamo contribuire molto all’edificazione di un’Europa più cristiana e più umana, grazie alla collaborazione e al reciproco accordo”. Alcuni hanno fatto anche delle previsioni per l’assemblea di Sibiu. Secondo il metropolita ortodosso di Russe Neofit “i piccoli passi sono molto importanti nel cammino verso l’unità. Il dialogo tra le religioni aiuta a costruire una società di pace e prosperità”. Dopo la Grecia, Bulgaria e Romania sono gli unici Paesi a maggioranza ortodossa che diverranno parte dell’Ue. Ci sono paure da entrambe le parti: i sospetti dell’Europa occidentale nei confronti di Bulgaria e Romania e la paura, da parte di questi due Paesi, di perdere la propria identità ortodossa. Secondo Goergi Bakalov, docente bulgaro, “i valori cristiani non possono essere divisi in cattolici e ortodossi, sono valori comuni ai cristiani”.