CAMPANIA

È di nuovo emergenza

Il problema rifiuti

Trentacinquemila rifiuti giacciono nelle strade della Campania, che ancora una volta si trova sommersa dall’immondizia: il nuovo commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, responsabile nazionale della Protezione civile, si è prefisso l’obiettivo della raccolta straordinaria di tali rifiuti entro dieci giorni, la convocazione degli Stati generali della spazzatura (con la partecipazione di tutti i sindaci e le associazioni ambientaliste della Regione) e la definizione di un nuovo piano rifiuti entro la fine del 2006. Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato, nei giorni scorsi, un decreto legge “che mette a punto misure straordinarie volte al superamento dell’emergenza” causata dall'”oggettiva difficoltà di individuare discariche dove poter conferire rifiuti solidi urbani e della mancanza di valide alternative per lo smaltimento dei rifiuti fuori della regione”.Voce concorde. “Di fronte a queste crisi ricorrenti – afferma mons. Gioacchino Illiano, vescovo delegato della Conferenza episcopale campana (Cec) per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato – abbiamo preso posizione, come Chiesa campana, il 30 marzo 2004, dopo un incontro dei vescovi con le istituzioni”. In quell’occasione si era individuato l’iter di soluzione del problema prevedendo, a medio termine, “la delocalizzazione degli interventi; la promozione della raccolta differenziata; l’impegno di una gestione provincializzata dei rifiuti; la realizzazione di termovalorizzatori, non tossici e garantiti anche dall’intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità”.Per la realizzazione del progetto erano state indicate alcune linee guida: “L’attenzione all’informazione, in particolare al linguaggio e alle mediazioni comunicative sull’argomento; la capacità di elevare il livello di educazione civica degli abitanti per una cultura di cittadinanza, sensibile alla sobrietà e al risparmio”. Purtroppo, a distanza di due anni, osserva mons. Illiano, “poco è cambiato. Oggi sarebbe bene far sentire nuovamente la voce concorde della Chiesa campana, dicendo basta alle promesse non mantenute”, mentre “sono più frequenti le prese di posizione dei vescovi locali nei confronti dell’emergenza rifiuti”.Tornare all’ordinarietà. “Per uscire dalla crisi bisogna passare dalla straordinarietà all’ordinarietà”. Di questo è convinto Pasquale Giustiniani, membro della Commissione giustizia, pace e salvaguardia del creato della Cec, nonché docente di bioetica presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale sezione S.Tommaso e di filosofia della religione all’Università Suor Orsola Benincasa. Per Giustiniani, “la Chiesa dovrebbe ricoprire in questa situazione il ruolo di coscienza critica, anche correndo il rischio di restare inascoltata. Occorrerebbe, inoltre, una maggiore sinergia all’interno dell’episcopato campano per non lasciare i vescovi soli ad affrontare le emergenze nei territori a loro affidati”.Un ulteriore passaggio necessario è “il contrasto della criminalità organizzata nella gestione delle discariche” e “l’apertura alle nuove tecnologie”. “Non basta potenziare la raccolta differenziata – sostiene Giustiniani – ma bisogna capire che la trasformazione dei rifiuti in energia, possibile con impianti combustibili da rifiuti di ultima generazione, significa ricchezza”. Per il docente, “non servono nuovi documenti da parte della Chiesa ma gesti concreti di segnalazione di abusi e di educazione dei fedeli: nell’immaginario comune campano c’è un’equazione tra spazzatura e danno alla salute. La Chiesa potrebbe avere un ruolo nel far capire che esistono anche impianti non inquinanti e nel suggerire uno stile di vita meno consumistico”.Il ruolo della Chiesa. “Dobbiamo essere creativi rispetto al problema dei rifiuti”. Questo il parere di Luigi Fusco Girard, responsabile regionale del Meic. “A Vienna l’inceneritore è un monumento piazzato nel centro della città, il che significa legare alla creatività le innovazioni tecnologiche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti. D’altra parte, madre natura non riesce a fornirci tutte le risorse di cui abbiamo bisogno, mentre un riutilizzo intelligente dei rifiuti può procurare energia. Indubbiamente, poi, servono campagne per invitare a adottare stili di vita più sobri e a potenziare la raccolta differenziata. Solo piccole quote di rifiuti non riciclabili dovrebbero finire nell’inceneritore o in discarica”. Importante per Fusco Girard è “operare con il consenso delle persone”.”Non si può negare che esistono rischi per la salute, ma bisogna minimizzarli con monitoraggi continui. Per la nostra Regione, la Cec aveva chiesto la costituzione di un osservatorio regionale sui rifiuti come Authority indipendente, ma purtroppo è restato solo un progetto”. Dopo dieci anni di continue emergenze, “la delusione è il sentimento prevalente. La Chiesa resta l’unico faro di speranza per la sua capacità di mettere in sinergia i tanti elementi dispersi della società civile e di ispirare fiducia”.a cura di Gigliola Alfaro(11 ottobre 2006)